Roma est: ancora un grande incendio

Al fuoco a Tor Sapienza un capannone occupato da nomadi. Da tempo i cittadini del quartiere ne denunciavano la presenza
di Federico Carabetta - 9 Agosto 2015

Il pomeriggio dell’8 agosto 2015, un altro grande incendio (dopo quello che si era verificato il 7 agosto nei pressi di Ponte Mammolo) ha sconvolto la periferia est di Roma.

Questa volta è toccato nuovamente al quartiere di Tor Sapienza che, con la zona circostante è già oppresso, in vario modo e da decenni, da episodi analoghi ossessivamente ricorrenti, dovuti alla presenza incombente dei campi rom e non solo.

11146575_937407359664585_3678144690067061914_oOra, non bastando i quasi quotidiani roghi tossici di via Salviati, ad alimentare l’ultimo grosso incendio, è stato un capannone occupato abusivamente da centinaia di rom. Pare fossero più di trecento. Gli abitanti di vari palazzi hanno dovuto lasciare le abitazioni per il pericolo ed anche per il fumo asfissiante e mortifero.  Sono state dovute chiudere le strade di accesso al quartiere.

Il Cdq Tor Sapienza, pur stremato da anni di proteste inascoltate, continua a far pervenire al Campidoglio lettere e mail di denuncia. Queste sono le date: 22 Maggio 2014, 12 Giugno 2014, 17 Giugno 2014, 21 Giugno 2014, 18 Novembre 2014, 26 Aprile 2015, 12 Luglio 2015, 19 Luglio 2015, 05 Agosto 2015.

11054285_937406939664627_8615579468161934228_oTutti questi atti, il Comitato di quartiere li rende disponibili alla Procura della Repubblica nel caso volesse verificare, approfondire ed intervenire.

Nel frattempo la popolazione rom è aumentata e parimenti si è intensificato l’illecito traffico di rifiuti, dai quali, per mezzo delle fiamme, trarre il sostentamento ed anche l’arricchimento.

Un cittadino di Tor Sapienza si è espresso nei confronti delle istituzioni, vista l’indifferenza, in modo a dir poco … irriverente e sostiene che “ … è meglio parlare con i cani (sic).

La paura più grande è stata dei residenti di via Filiberto Petiti, in zona La Rustica, dove intorno alle 16 l’incendio è stato drammatizzato dall’esplosione di diverse bombole di gas.

Nello spegnimento sono state impegnate per diverse ore ben sei squadre di Vigili del fuoco. Sul posto, anche i Carabinieri di Montesacro.

«Da oltre un anno denunciamo l’insicurezza di quei luoghi – dice Giuseppe Giorgioli del comitato di quartiere Tor Sapienza – dentro al capannone dismesso si bruciano rifiuti di ogni genere e questo è il risultato.”

Mentre si sentivano ancora bombole scoppiare, i Vigili del fuoco hanno consigliato i residenti di chiudere le finestre ed evitare di avvicinarsi.

La nube di fumo nero ha invaso anche  il vicino quartiere di Colli Aniene fina a via Tiburtina, appestandololo anche il giorno seguente.

Ci chiediamo cosa ne è stato dell’indagine aperta dalla Corte Europea sulla “terra dei fuochi” romana causata dai roghi tossici alimentati dai campi nomadi che circondano completamente la Città. Quei roghi, è bene ricordarlo fino alla nausea, avvelenano l’aria di interi quartieri e contaminano il terreno con le falde acquifere sottostanti. E ciò a tutto vantaggio di una fascia di persone che si arricchiscono ai danni dei cittadini che pagano per il loro sostentamento, per l’impegno vano della scolarizzazione dei loro figli, la cura dei campi dove vivono, ricevendo in cambio da loro ogni sorta di vessazione.

E il Campidoglio? Finora non pervenuto.


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