Roma, il 25 agosto in scena Ludwig Van Beethoven

Presso il Circolo della Pipa alle ore 21,00 con la regia e drammaturgia di Jacopo Squizzato
F. F. - 23 Agosto 2020

Il 25 agosto 2020 presso il Circolo della Pipa di Roma (Via Francesco Jacovacci, 25) alle ore 21,00 andrà in scena Ludwig Van Beethoven con la regia e drammaturgia di Jacopo Squizzato. Prodotto dalla GoldenShow con il contributo della Regione Friuli Venezia Giulia e il Patrocinio dell’Ambasciata di Germania a Roma,  lo spettacolo vedrà protagonisti Stefania Ventura e Luca Negroni.

In tempi in cui emergono grandi disegni legislativi che si prefiggono di fare fronte ai gradi dell’emergenza in atto, riteniamo sia parimenti necessario sottolineare il valore della nostra storia comune europea. In questo senso accogliamo le celebrazioni dell’anno beethoveniano come una preziosa occasione di unione transnazionale capace di riportare l’attenzione del pubblico ai valori della casa comune europea.

Abbiamo così deciso dare vita ad un progetto multidisciplinare di drammaturgia contemporanea, che vedrà come protagonisti un attore e un’attrice di prosa al fianco d’un quartetto d’archi. Una produzione snella e capace di venire in contro alle difficoltà produttive generate dalla pandemia da Covid-19 nel mondo dello spettacolo.

Rileggendo le pagine più dense della vicenda biografica di Ludwig Van Beethoven è emersa un’Europa dilaniata dalle guerre e che vedeva cittadini isolati nelle loro particolarità territoriali e nazionali. Con la sua musica Beethoven fu in grado di cantarne la paura e la gioia con una maestria compositiva senza pari.

Se la musica è la più immateriale delle arti, il teatro è di certo la forma artistica più fisica e corporale che esista. Il confluire di queste due discipline opposte concorrerà a rendere l’operazione fruibile a tutte le fasce di pubblico incoraggiando così la partecipazione attiva della cittadinanza ai luoghi della cultura.

Il testo scritto e diretto da Jacopo Squizzato, dipingerà la vicenda biografica del compositore in dialogo diretto con la storia europea. L’Europa sarà letteralmente in scena, verrà difatti interpretata da un’attrice che interpreterà il nostro antico continente. Essa arrecherà tutti i suoi dubbi, le sue cicatrici e le sue contraddizioni entrando in rapporto con la già tormentata mente del compositore. Non mancheranno momenti più ironici e comici in cui assisteremo ai giochi della politica del tempo che spesso ha misconosciuto i propri artisti, tentando in tutti i modi di ignorarli qualora non si fossero piegati a vestire i panni dei giullari di corte.

Inoltre il gioco teatrale che attuerà questo spettacolo consiste nel relazionare ciò che i musicisti stanno facendo con il mondo interiore di chi la musica l’ha scritta e di chi la musica la sta ascoltando. Attenzione, non si tratta di una specie di guida all’ascolto travestita da spettacolo, tutt’altro. Si tratta di offrire al pubblico, attraverso le parole, il pensiero, la vita, le opere e la personalità del compositore, una potente metafora per qualsiasi appassionato d’arte e musica. La musica in particolare è un linguaggio fondamentale in questo processo di riconoscenza e condivisione reciproca.Trattandosi di una lettura in forma scenica il testo è stato scritto con un marcato impianto narrativo, in modo da sostenere l’immaginazione dello spettatore attraverso la voce e il corpo degli attori. La spina dorsale del contenuto emersa nel corso del processo creativo di scrittura si allaccia alla tematica dell’inclusione culturale.

 

F. F.


Dicci cosa ne pensi per primo.

Commenti