

Una foschia durante il quale Luciano Darderi e Rafael Jodar, si sono presi una pausa nelle oltre tre ore di gioco nel quarto di finale degli Internazionali BNL d’Italia 2026
C’è una nebbia che non viene dall’umidità del Tevere, ma dai fumogeni dello Olimpico. Una nuvola pirotecnica che, come un “blob” cinematografico o il fumo nero di Lost, ha scollinato le mura dell’Olimpico per avvolgere il Centrale del Foro Italico.
Una foschia durante il quale Luciano Darderi e Rafael Jodar, si sono presi una pausa nelle oltre tre ore di gioco nel quarto di finale degli Internazionali BNL d’Italia 2026 terminato alle 02:00 passate di 14 giovedì maggio. Infatti il match fra l’italiano e lo spagnolo ha subito un break forzato per via della partita di coppa Italia fra Lazio-Inter, vinta dai nerazzurri di Chivu.
Risultato: Internazionali di tennis paralizzati per venti minuti. È l’immagine perfetta di un cortocircuito romano: mentre il tennis prova a sfrattare il calcio, il calcio si vendica con una coltre di fumo.
La coabitazione forzata tra la racchetta e il pallone è degenerata in una crisi istituzionale che ora passerà dalle mani dei giudici di gara a quelle del Tar del Lazio.
Dopo il fallimento del piano di conciliazione — che prevedeva il derby della Capitale a mezzogiorno di domenica 17 maggio e la finale del tennis alle 17:30 — la Lega Serie A ha rotto gli indugi depositando il ricorso contro l’ordinanza del Prefetto.
Non è solo una questione di campanile, ma di portafoglio. Lo slittamento del derby Capitolino alle 20:45 di lunedì 18 maggio ha trascinato con sé l’intero palinsesto domenicale, lasciando nel limbo quattro sfide cruciali per la corsa all’Europa:
Pisa-Napoli
Juventus-Fiorentina
Genoa-Milan
Como-Parma
In ballo, secondo le stime più prudenti, ci sono almeno 80 milioni di euro legati alla qualificazione in Champions League.
Un tesoro che la Lega Serie A non è disposta a sacrificare sull’altare del decoro urbano o della gestione dell’ordine pubblico.
I vertici del Governo hanno osservato la vicenda con un misto di imbarazzo e impotenza. Il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, aveva lanciato un appello al buonsenso, sperando in una soluzione condivisa rimasta però lettera morta nel giro di un giorno.
Più amaro il commento del ministro dello Sport, Andrea Abodi, che ha parlato apertamente di “occasione persa”, bacchettando chi avrebbe dovuto accorgersi prima dell’incompatibilità tra un derby ad alta tensione e le fasi finali degli Internazionali nella stessa “mattonella” di territorio.
Nel caos di carte bollate e dichiarazioni di facciata, la voce più fuori dal coro è stata quella di Maurizio Sarri. Ancora scosso dalla sconfitta contro l’Inter in Coppa Italia, il tecnico biancoceleste ha lanciato una delle sue tipiche granate verbali:
“Se fossi il presidente non presenterei nemmeno la squadra il lunedì. Prendiamo il punto di penalizzazione e chiudiamola qui.”
Quella che molti hanno liquidato come l’ennesima “sarriata” è, in realtà, la sintesi perfetta del malumore di chi vive il campo.
Tra la foschia dei fumogeni che ferma il Tennis e i tribunali che riscrivono i calendari, la sensazione è che a Roma, tra una volée e un calcio d’angolo, a perdere sia stata soprattutto l’organizzazione.
Le foto presenti su abitarearoma.it sono state in parte prese da Internet, e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, non avranno che da segnalarlo alla redazione che le rimuoverà.