Roma, il ritorno della Banda della Magliana: 13 arresti tra Testaccio e il Trullo. C’è il patto con i Senese

Nel corso delle operazioni, i militari hanno sequestrato ingenti quantitativi di droga, oltre ad armi e munizioni, confermando la capacità operativa e militare del gruppo

Le vecchie trame della criminalità romana riaffiorano con forza nella Capitale. All’alba, i Carabinieri del Nucleo Investigativo hanno eseguito 13 misure cautelari su disposizione della Direzione Distrettuale Antimafia di Roma, smantellando un’organizzazione radicata e strutturata.

L’indagine restituisce l’immagine di un sistema criminale evoluto, capace di unire storici esponenti della Banda della Magliana con gruppi legati alla camorra e alla ’ndrangheta.

Una rete che, secondo gli inquirenti, gestiva il traffico di stupefacenti in diversi quadranti strategici della città, dal Trullo a Garbatella, passando per Monteverde e Corviale.

Il quartier generale tra i tavoli

Al centro dell’inchiesta torna una figura storica della mala romana, riconducibile alla cosiddetta “batteria dei testaccini”. L’uomo, ufficialmente impiegato come cuoco in un ristorante di famiglia a Testaccio, avrebbe trasformato il locale in una base operativa.

Proprio lì, tra incontri apparentemente ordinari, si sarebbero svolte riunioni con esponenti della criminalità organizzata, comprese figure legate alla ’ndrangheta. Un’attività documentata grazie a intercettazioni ambientali e servizi di osservazione condotti dai Carabinieri.

Determinante, secondo gli investigatori, anche il rapporto con il clan guidato da Michele Senese, che avrebbe garantito una sorta di autorizzazione a operare in alcune aree della città, in particolare tra Testaccio e Trastevere.

Violenza e intimidazioni

L’inchiesta mette in luce anche i metodi utilizzati per il recupero dei crediti legati allo spaccio. In un episodio ricostruito dagli investigatori, un uomo sarebbe stato minacciato con un’arma da fuoco per un debito di circa 8mila euro.

Non ottenuto il pagamento, sarebbe scattata la rappresaglia: nel marzo 2024, alla Magliana, il debitore è stato raggiunto da colpi d’arma da fuoco alle gambe, in un’azione che gli inquirenti qualificano come espressione del metodo mafioso.

I legami con gli omicidi

Tra gli arrestati figura anche un esponente di spicco del gruppo attivo nel quartiere Trullo, già coinvolto nelle indagini sull’omicidio di Cristiano Molè, ucciso a Corviale nel gennaio 2024. Un delitto che aveva già evidenziato l’inasprimento degli scontri tra organizzazioni rivali per il controllo del territorio.

Sequestri e accuse

Nel corso delle operazioni, i militari hanno sequestrato ingenti quantitativi di droga, oltre ad armi e munizioni, confermando la capacità operativa e militare del gruppo.

Le accuse contestate ai 13 indagati vanno dal traffico di sostanze stupefacenti alla detenzione illegale di armi, fino a reati più gravi come tentato omicidio ed estorsione aggravata.

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