Roma, il sabato dei “No Kings”: migliaia in corteo contro guerra e Governo

Alta tensione nella Capitale per la mobilitazione internazionale. Il caso Salis infiamma la piazza dopo il controllo nelle prime ore della mattinata

Roma vive un sabato ad alta tensione, stretto tra mobilitazione globale e timori per l’ordine pubblico. Il weekend internazionale “Together. Contro i Re e le loro guerre”, che conta migliaia di iniziative nel mondo, ha trovato nella Capitale uno dei suoi snodi più delicati.

In strada, un lungo corteo animato da oltre 700 sigle – dai sindacati come CGIL alle associazioni storiche come ANPI, fino ai movimenti studenteschi e ai collettivi pro-Palestina – ha attraversato il centro chiedendo la fine dei conflitti e puntando il dito contro l’esecutivo guidato da Giorgia Meloni.

A fare da sfondo alla manifestazione, un clima già carico di tensione prima ancora della partenza. A scuotere la vigilia è stata la denuncia dell’eurodeputata Ilaria Salis, che ha raccontato di un controllo delle forze dell’ordine nella sua stanza d’albergo nelle prime ore della mattinata.

Dalla Questura è arrivata una ricostruzione diversa: un accertamento scattato a seguito di una segnalazione nel sistema Schengen e interrotto non appena verificata l’identità parlamentare. Un episodio che, però, ha immediatamente innescato reazioni politiche e polemiche, alimentando il clima già incandescente.

Sul piano operativo, la macchina della sicurezza è stata imponente. Oltre mille uomini tra Polizia, Carabinieri e Guardia di Finanza sono stati schierati nei punti nevralgici della città, con particolare attenzione al centro storico e alle aree interessate dal corteo.

Sotto osservazione le possibili infiltrazioni di frange radicali: da un lato gli ambienti antagonisti, con la presenza segnalata di attivisti provenienti da altre città, dall’altro il rischio legato all’area anarchica, già sotto i riflettori dopo recenti episodi.

Dal Viminale è arrivato un appello netto alla responsabilità, mentre gli organizzatori hanno cercato di smorzare i timori: “La piazza sarà grande e determinata, ma chi sceglie la violenza non ci rappresenta”, hanno ribadito, prendendo le distanze da qualsiasi deriva.

Nel pomeriggio, il corteo ha iniziato a scorrere lungo le arterie del centro senza criticità rilevanti, ma la sensazione resta quella di un equilibrio fragile.


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