

Quasi mezza giornata al mese viene trascorsa per cercare un posto auto
A Roma parcheggiare non è solo una questione di pazienza: è una sfida quotidiana, un test di nervi che mette alla prova chiunque si muova in macchina.
In media, gli automobilisti della Capitale trascorrono 35 minuti al giorno a caccia di un posto libero: quasi 12 ore al mese bruciate girando in tondo tra doppie file, strisce pedonali occupate e scivoli bloccati.
Il momento peggiore? Tra le 19 e le 20, quando i romani rientrano dal lavoro. È allora che le strade si trasformano in un labirinto, con file di auto in cerca disperata di uno spazio.
A fotografare la situazione ci pensano i dati di Google Maps, e delle principali app dedicate al traffico: una mappa impietosa che racconta quartiere per quartiere dove il parcheggio è una chimera.
Il centro storico, con le sue stradine strette e la Ztl, resta il terreno più ostile. Subito dopo vengono San Giovanni e Prati, quartieri a metà tra residenziale e commerciale, stretti tra afflusso di turisti, uffici e attività.

Stesso discorso per l’area della stazione Termini, cuore dei trasporti romani, dove parcheggiare è un’impresa degna di un film di fantascienza.
Di notte e nei weekend il problema cambia volto: entra in scena la movida. Trastevere, San Lorenzo, Testaccio e il Pigneto si riempiono di giovani e turisti, mentre gli automobilisti vagano senza meta sperando nel miracolo di un posto libero.
Nel quadrante universitario, anche piazza Bologna e il Nomentano diventano zone rosse per la sosta.
Nemmeno i quartieri residenziali, più lontani dal centro, sono immuni: a Monte Sacro e Monteverde, tra strade strette e alta densità abitativa, la ricerca di un parcheggio serale diventa una piccola odissea quotidiana.
E quando il posto non si trova, ecco che compare il fenomeno più odiato dai romani: la sosta selvaggia. Secondo un dossier di Legambiente, il record va al Nomentano, dove oltre un’auto su due è parcheggiata fuori regola.
Seguono la zona di San Pietro e Trastevere. Alcune strade sono veri simboli dell’illegalità su quattro ruote: via Camesena, dietro Tiburtina, guida la classifica con l’85% di macchine ferme dove non dovrebbero.
Una città che si muove lentamente, parcheggia male e paga in stress e tempo perso. Perché a Roma, trovare un posto per l’auto, non è un dettaglio: è una questione di sopravvivenza urbana.
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