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Roma, la sindrome del portafoglio vuoto: casa e trasporti mangiano metà del reddito

Secondo l'ultimo report della Cgil di Roma e Lazio, il "triangolo d'acciaio" composto da casa, utenze e trasporti assorbe oggi il 48% del budget mensile medio

Non sono solo statistiche, è la cronaca di un’erosione silenziosa. Nella Capitale, quasi la metà di uno stipendio familiare svanisce prima ancora di poter essere speso per il benessere o il risparmio.

Secondo l’ultimo report della Cgil di Roma e Lazio, il “triangolo d’acciaio” composto da casa, utenze e trasporti assorbe oggi il 48% del budget mensile medio.

Un dato che, incrociato con l’instabilità in Medio Oriente, delinea un quadro di sofferenza economica senza precedenti per il quadrante metropolitano.

L’inflazione romana corre più veloce

Se l’Italia intera stringe la cinghia, Roma lo fa con un buco in più. A marzo 2026, l’indice dei prezzi al consumo (NIC) cittadino ha segnato un +2,3% su base annua, superando nettamente la media nazionale.

Il risultato è una perdita secca: nel IV trimestre del 2025 il potere d’acquisto dei romani è crollato dello 0,8%, e i primi mesi del nuovo anno non hanno invertito la rotta.

Il “carrello della spesa” non dà tregua: i prodotti alimentari e le bevande analcoliche sono rincarati del 3,4%, rendendo anche i beni di prima necessità una voce di spesa sempre più pesante.

L’assedio del caro carburanti

Il vero tallone d’Achille della Capitale resta però la mobilità. In una città dove il 71,1% dei lavoratori dipende dall’auto privata per raggiungere l’ufficio, l’impennata dei prezzi alla pompa è stata un colpo da KO.

Dall’inizio del 2026, la benzina è salita del 7,9%, ma è il gasolio a far segnare il dato shock: un rincaro del 28,9%. Per una famiglia con figli, mantenere un’automobile può arrivare a costare oltre 450 euro al mese, prosciugando il 15% delle entrate medie.

I numeri della crisi: la spesa mensile tipo

Secondo le analisi della Cgil, la spesa media di una famiglia romana si attesta sui 2.998,95 euro.

Un futuro incerto

L’analisi sindacale evidenzia come la struttura dei consumi a Roma sia rigida: casa e trasporti sono “spese obbligate”. Non potendo rinunciare al tetto o al mezzo per andare a lavorare, le famiglie sono costrette a tagliare su tutto il resto: tempo libero, salute e istruzione.

In questo scenario, l’inflazione non è più solo un indice economico, ma un fattore di disuguaglianza sociale che rischia di spingere ampie fasce della popolazione verso la soglia della povertà relativa.

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