

Martedì 22 novembre 2016, presso il Circolo Culturale La Traccia, la seconda serata dedicata alle bellezze del territorio
Roma non è una città come le altre. È un grande museo,
un salotto da attraversare in punta di piedi. (Alberto Sordi)
Si è svolta martedì 22 novembre 2016, presso il Circolo Culturale La Traccia, la seconda serata dedicata alle bellezze del V Municipio con l’archeologa Olga Di Cagno.
Antichità e modernità hanno danzato insieme e, insieme, hanno mostrato meraviglie: accanto alle vestigia romane sorgono monumenti moderni e contemporanei, spesso, purtroppo, non conosciuti dai cittadini ma ammirati e studiati dagli appassionati di tutto il mondo.
Una compagnia attenta e interessata, gli amici dell’Associazione “Polvere di stelle” hanno permesso di rendere ancora più emozionante la serata con i loro commenti ed i ricordi di un tempo lontano ma che, martedì sera, ha ripreso forma e sostanza.
Richard Meier con la chiesa dedicata alla Divina Misericordia, Ludovico Quaroni progettista del quartiere “Casilino 23”e Pier Luigi Nervi sono i tre splendidi alfieri di questo territorio, portatori di stupore a quanti si vogliano, per un momento, fermare per ammirare le bellezze che li circondano.
Di Nervi, grande innovatore nell’arte del costruire mondiale, vicino al nostro quotidiano abbiamo due costruzioni sconosciute e famose al tempo stesso: il deposito dell’ATAC di Tor Sapienza e l’ex Lanificio Gatti, oggi Decathlon Prenestina.
Già più volte sulle pagine di questo giornale si è avuto l’occasione di parlare delle opere dei tre grandi architetti ed ingegnere, ma sempre, come è accaduto martedì scorso, lo stupore di scoprire opere così belle ed importanti in periferia è stata la cifra dominante delle sensazioni.
“E’ stato facile narrare le bellezze del nostro territorio – ha affermato Olga Di Cagno – più difficile è stato provare a spiegare perché non ci sia da parte delle istituzioni una vera e fattiva volontà nel valorizzare questi territori; al di là di belle parole e proclami ridondanti, purtroppo, ancora non si è fatto nulla, esemplare è lo stato di totale abbandono nel quale versa l’area nella quale è stato rinvenuto un tratto di Via Praenestina antica e numerosi sepolcri. Un grido di dolore e non un sospiro di ammirazione prende chi si affacci alla recinzione”.
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