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Roma non è la città più bella del mondo

Una provocazione nel giorno del suo 2770° compleanno

Il titolo di questo pezzo non è fuorviante: è provocatorio. È provocatorio perché arriva proprio nel giorno del compleanno di Roma, in cui tutti si ostinano a dire quanto questa città sia bella, speciale e superiore alle altre. Ma è provocatorio soprattutto perché attacca uno dei tabù forse più forti e radicati nelle coscienze dei romani.

Noi Roma la raccontiamo ogni giorno, più volte al giorno, ormai da trent’anni. Possiamo dire di conoscerla bene. Abbiamo creato una rete di contatti sparsi anche negli angoli più oscuri e remoti delle periferie; abbiamo rivelato posti nuovi, abbiamo raccontato la sua storia, e abbiamo saputo cogliere la magia, la spontaneità e il puzzo che caratterizzano questa città.

Sappiamo di avere la fortuna di vivere in una città di cui si parla in tutto il mondo. Abbiamo la fortuna di esserci cresciuti, di averci ambientato la nostra infanzia, la nostra adolescenza e i nostri primi baci, di averla vista modificarsi e svilupparsi come fanno gli adolescenti: sarebbe un peccato non impegnarsi affinché essa migliori e continui a crescere nel più sano dei modi.

Ed è per questo che dobbiamo toglierci dalla testa il mantra che ripete “Roma è la città più bella del mondo”. Roma non è la città più bella del mondo. Forse lo è stata, o se lo è ancora non lo sarà a lungo. E la colpa è di chi la vive, di chi la amministra, di chi non la racconta come dovrebbe essere raccontata.Se vogliamo che la nostra sia o continui ad essere la città più bella del mondo allora dobbiamo sforzarci affinché essa cambi e si migliori.

Chi la conosce sa che Roma è forse la città più immobile del mondo. Esistono vincoli di qualunque natura su qualunque cosa, esistono movimenti di protesta, comitati di quartiere e associazioni di commercianti, imprenditori, residenti, studenti sempre pronti ad opporsi ai cambiamenti. A Roma si protesta per la pedonalizzazione dei Fori, per la Metro C, per le corsie preferenziali, per i nuovi edifici, per la teca dell’Ara Pacis, per i cantieri, per i centri commerciali, per la ZTL, per lo Stadio, per la raccolta differenziata per la rivalità tra Roma nord e sud. A proposito, Roma Nord fa schifo.

Ed è ormai evidente che questo immobilismo sta rendendo questa città sempre più bella, ma di una bellezza da quadro. Che sta lì, è bella a vedersi, ma guai a viverci dentro. C’è poi il sano provincialismo che non muore mai: per anni a Roma alle elezioni si sono presentati i due partiti Forza Lazio e Forza Roma.

Roma vive di passato. Roma è oppressa dal peso di una storia così altisonante che è difficile da scrollar via da dosso. E poi Roma è anarchica. Non ci sono i poteri per gestirla ed amministrarla, mentre sono troppi i poteri abusivi che riescono a dirigerla secondo i propri interessi. È una città cresciuta all’ombra di affari loschi battezzati dalle tangenti e dal cemento, dalle bande di criminali, dalle partite di droga e dalle montagne di rifiuti.

Viviamo in un posto così complesso e stratificato che assomiglia più a un cubo di Rubik che non ad una città: tutto è organizzato in maniera approssimativa e lasciato alla libera interpretazione degli individui. Il funzionamento selvaggio ed anarchico del traffico è forse la rappresentazione migliore di ciò che sono le regole all’interno di questa città.

Una volta dicevamo che la cosa più bella di Milano era il treno per Roma. Eppure Sky si è trasferita a Milano insieme ad un codazzo di imprese, eventi, studenti ed investimenti da far invidia a molte capitali europee: eppure scommettiamo che nessuno è andato lì per vedere quanto è bello il treno per Roma.

Ed è forse questo il merito di Milano e di mille altre città del mondo: non aver mai pensato di essere la città più bella del mondo. Perché delle radici ce n’è sempre bisogno, ma quando sono troppo profonde o voluminose si rischia di inciampare, di non decollare mai. Ed è questo l’augurio più bello che ci sentiamo di dare a questa città nel giorno del suo compleanno: che tu possa a volte dimenticarti di essere la più bella del mondo, così da provare a migliorarti almeno un po’.

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