Roma Nord, un Parco Lineare sotto il Viadotto Giubileo 2000

Approvato il progetto per riqualificare l'area golenale del Tevere

Sotto l’ombra massiccia del Viadotto Giubileo del 2000, tra Prima Porta e Labaro, da anni si consuma una delle contraddizioni più evidenti di Roma Nord: degrado, discariche abusive, insediamenti di fortuna a pochi metri dal Tevere. Ora il Municipio XV di Roma prova a cambiare rotta.

Il Consiglio municipale ha approvato la proposta per la realizzazione di un Parco Lineare nell’area sottostante l’infrastruttura stradale, con l’obiettivo dichiarato di trasformare una “terra di nessuno” in un corridoio verde dedicato alla mobilità sostenibile e al tempo libero.

Una ferita aperta tra fiume e cemento

Oggi lo scenario è quello di un degrado stratificato nel tempo. Sotto i piloni del viadotto si alternano baracche e tende abitate da persone in condizioni di estrema fragilità, cumuli di calcinacci, copertoni abbandonati ed elettrodomestici dismessi.

Le operazioni di sgombero, effettuate negli anni, hanno avuto spesso un effetto temporaneo. A rendere ancora più critica la situazione sono i frequenti roghi di rifiuti, con fumi tossici che si spingono verso i quartieri circostanti, alimentando allarme tra i residenti.

Il progetto: un corridoio verde sul Tevere

La visione illustrata dall’assessore municipale all’Ambiente, Marcello Ribera, punta sulla “rifunzionalizzazione” degli spazi. Non solo bonifica, ma una trasformazione strutturale che renda l’area viva e presidiata.

Il cuore del progetto è la creazione di un parco lineare attrezzato, una fascia verde lungo le sponde del fiume con percorsi pedonali e aree fruibili dai cittadini.

A questo si affiancherà una nuova pista ciclabile, pensata per collegare direttamente il quadrante Prima Porta–Labaro con la Ciclabile Tevere Nord, rafforzando la rete della mobilità dolce.

Non solo svago, ma anche intermodalità: il tracciato sarà studiato per connettere le stazioni ferroviarie della zona, offrendo un’alternativa concreta al traffico congestionato della via Flaminia.

Un tavolo per superare i vincoli

La partita, però, è complessa. L’area è soggetta a competenze frammentate: le infrastrutture viarie fanno capo ad ANAS, mentre le aree fluviali ricadono sotto l’Autorità di Bacino della Regione Lazio, oltre ai dipartimenti di Roma Capitale.

Per questo il Municipio ha deliberato la creazione di un tavolo tecnico interistituzionale. L’idea è chiara: solo un coordinamento stabile tra enti potrà garantire interventi definitivi di bonifica, sorveglianza e riqualificazione, evitando che il degrado torni a riaffacciarsi dopo poche settimane.

La sfida è ambiziosa: trasformare uno spazio simbolo dell’abbandono in un’infrastruttura verde capace di ricucire territorio, mobilità e qualità della vita.

Un cambio di paradigma che, se realizzato, potrebbe ridisegnare il volto di un tratto strategico del Tevere a nord della città.


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