

In programma dalle 14:30, la manifestazione partirà da piazzale Ostiense e raggiungerà piazza San Giovanni, attraversando il cuore della città
Roma si prepara a un’altra giornata di tensione e solidarietà. Oggi, sabato 4 ottobre, la Capitale tornerà in piazza per la Palestina, con una nuova manifestazione che si annuncia tra le più partecipate — e delicate — delle ultime settimane.
Il corteo, in programma dalle 14:30, partirà da piazzale Ostiense e raggiungerà piazza San Giovanni, attraversando il cuore della città lungo un percorso che toccherà viale della Piramide Cestia, piazza Albania, viale Aventino, piazza di Porta Capena, via di San Gregorio, via Labicana e via Merulana.
Le strade interessate resteranno chiuse fino alle 19, salvo riaperture anticipate in base all’andamento della manifestazione.
Sarà una giornata di mobilitazione ma anche di massima allerta per la sicurezza. Il prefetto di Roma, Lamberto Giannini, ha definito un piano operativo imponente: oltre 2.000 tra poliziotti, carabinieri, finanzieri e agenti della polizia locale saranno schierati lungo il percorso del corteo e nei punti strategici della città.
Ci saranno anche agenti della Digos in borghese, incaricati di monitorare eventuali infiltrazioni.
Dal Viminale è arrivata la disposizione di sospendere ferie e permessi per tutto il personale delle forze dell’ordine: tutti dovranno essere reperibili.
Già dalle prime ore del mattino scatteranno i controlli a tappeto nei principali varchi d’ingresso alla Capitale: Anagnina, Ponte Mammolo, Tiburtina, Rebibbia, ma anche ai caselli autostradali.
L’obiettivo è intercettare i gruppi organizzati in arrivo da fuori città.
La mobilitazione, lanciata da settimane, si preannuncia nazionale. Da Napoli, ha annunciato Enzo De Vincenzo dell’esecutivo Usb, partiranno una trentina di pullman, ma anche molti manifestanti in treno o in auto.
“La giornata di oggi a Roma vedrà almeno mezzo milione di persone in piazza”, ha dichiarato.
Presenze sono attese anche da Milano, Bologna e Firenze, con alcuni gruppi che raggiungeranno la Capitale già nella notte.
Dal palco del corteo romano di venerdì, Al Maya Issa, presidente degli studenti palestinesi, ha rilanciato l’appello:
“Oggi eravamo centinaia di migliaia. Oggi per la Palestina dobbiamo essere un milione”.
Sul fronte del traffico, scattano già da mezzanotte divieti di sosta e rimozioni in tutta l’area interessata dal corteo: piazzale Ostiense, viale della Piramide Cestia, via del Campo Boario, piazza San Giovanni in Laterano, via Amba Aradam, via Carlo Felice, via Emanuele Filiberto e viale Marco Polo.
Previsto anche il trasferimento delle postazioni taxi di piazza di Porta San Giovanni e piazzale Ostiense.
Le modifiche al traffico comporteranno deviazioni e limitazioni per oltre 25 linee bus, tra cui 3, 16, 23, 30, 51, 75, 81, 85, 87, 118, 280, 590, 714, 715, 716, 719, 775, 780, 792, MC e MC3.
Roma torna così al centro dell’attenzione nazionale, sospesa tra il desiderio di solidarietà per Gaza e il timore di tensioni.
Una città che, ancora una volta, diventa palcoscenico e termometro del dibattito globale sul conflitto in Medio Oriente — tra bandiere, cori e uno sguardo vigile delle forze dell’ordine.
Le foto presenti su abitarearoma.it sono state in parte prese da Internet, e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, non avranno che da segnalarlo alla redazione che le rimuoverà.