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Roma ostaggio delle baby rom

Le scippatrici si spartiscono le zone, partono da Aprilia o Castel Romano e poi vengono smistate nelle varie stazioni

Assalti senza sosta delle baby rom, ecco le zone prese di mira dalle piccole scippatrici: dalle stazioni della metro A e B, soprattutto Termini, Repubblica, Spagna, Colosseo, San Giovanni, San Pietro e Barberini a quartieri come Torre Vecchia, Tor Sapienza, Magliana, Boccea, Anagnina e il centro commerciale di Castel Romano.

Lavorano in squadra, si coprono, si aiutano, accerchiano le vittime, minacciano chi si intromette. Le scippatrici si spartiscono le zone, partono da Aprilia o Castel Romano e poi vengono smistate nelle varie stazioni. Adesso fanno anche il biglietto giornaliero della metro così non possono essere allontanate dai vigilantes.

«Sono le padrone spalanca le braccia una delle guardie giurate in servizio a Barberini. Non gli possiamo fare niente noi e nemmeno i militari che sono in stazione. Sono aggressive e sanno di avere l’impunità. E quando chiamiamo polizia e carabinieri dopo poche ore tornano».

Inefficaci i mezzi per combattere il racket: non imputabili perché minorenni, vengono affidate a centri di accoglienza dai quali fuggono dopo un’ora.

In questi ultimi mesi, sulla banchina della metro «A», della Stazione Termini, i Carabinieri hanno fermato 3 cittadine bosniache, di 13, 15 e 16 anni, domiciliate al campo nomadi di Castel Romano, nullafacenti e con precedenti specifici, subito dopo aver borseggiato il portafogli ad una turista cinese. La più piccola, non imputabile, è stata accompagnata ad un centro di primissima accoglienza mentre, le altre due al centro di prima accoglienza Virginia Agnelli. La refurtiva è stata recuperata.

A bordo di un autobus Atac, linea 85, i Carabinieri hanno bloccato due romene, una di appena 9 anni e l’altra di 24, che poco prima avevano asportato, dallo zaino di una turista svizzera, il portafogli con all’interno carte di credito, 50 euro e 110 franchi svizzeri nonché documenti di identità. La refurtiva è stata recuperata e riconsegnata. La minorenne è stata condotta presso un centro di primissima accoglienza e la 24enne trattenuta in caserma. E così via dicendo….

E allora? Cosa si può fare? È possibile che non si riesca a contrastare concretamente il fenomeno? Sembra che il problema non sia di competenza di nessuno: né di Atac che gestisce la metro, né delle forze dell’ordine, né della sindaca. Inoltre, quando le bande dei rom vengono bloccate si scopre che i ragazzi e le ragazze hanno una ridda di nomi diversi pronti a usare alla bisogna. I famosi alias. Quindi l’eventuale identificazione con foglio di allontanamento dalle metropolitane risulta complesso.

Eppure una soluzione ci deve essere per contrastare queste baby rapinatrici visto che nelle altre grandi capitali il fenomeno non esiste. Atac e Questura magari dovrebbero confrontarsi e chiedere il consulto di altre amministrazioni.

 

 

 

 

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