Categorie: Cronaca
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Roma, partorisce e poi getta figlio all’interno di un cassonetto

Per il bimbo non c'è stato nulla da fare. Arrestata per infanticidio la madre, 25enne italiana

Una storia agghiacciante quella accaduta ieri a Roma.  Una 25enne italiana, dopo aver partorito, avrebbe gettato il corpo del neonato all’interno di un cassonetto della spazzatura.

Secondo le prime ricostruzioni la giovane, che attualmente vive con la sorella in un appartamento nel quartiere del Trullo, avrebbe nascosto la sua gravidanza ad amici e parenti. A conclusione del parto che, sarebbe avvenuto intorno alle ore 5 di mattina, il neonato sarebbe stato avvolto in un lenzuolo, all’interno di un sacchetto di plastica e temporaneamente nascosto all’interno dell’armadio della sua camera da letto.   Solo successivamente la giovane sarebbe uscita di casa portandolo con se e, dopo aver vagato per tutto il giorno con il piccolo nella borsa, a causa di un’emorrogia si sarebbe recata all’ospedale S. Camillo. Lì, all’interno di un cassonetto, avrebbe gettato il corpicino ormai senza vita del neonato.
S.M. è stata arrestata per il reato di infanticidio.   “La tragica ed incomprensibile morte del neonato gettato dentro un cassonetto nei pressi dell’ospedale San Camillo come un sacchetto dell’immondizia, addolora profondamente e lascia sbalorditi, ma dobbiamo reagire subito, e far comprendere prima che sia troppo tardi a quelle madri che potrebbero rischiare di arrivare a tali gesti, che esiste nel nostro Paese una normativa che consente di lasciare i neonati presso le strutture ospedaliere dopo un parto in anonimato, assistito e in sicurezza, sia per la mamma che per il bambino, senza alcuna complicazione giuridica per la donna, rendendo immediata l’adozione ed evitando alle coppie in attesa iter lunghi e onerosi”. Lo dichiara in una nota il neoeletto consigliere al Consiglio regionale del Lazio Fabrizio Santori, commentando l’infanticidio commesso a Roma.

“E’ opportuno diffondere la normativa vigente attraverso una capillare campagna informativa e di comunicazione che raggiunga tutti, e adoperarsi, coinvolgendo gli operatori, gli esperti del settore e le associazioni impegnate da anni sul tema, perché una rete efficiente di assistenza, anche a livello psicologico, possa aiutare le donne in difficoltà a portare comunque a termine una gravidanza”, conclude Santori.

 

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2 commenti su “Roma, partorisce e poi getta figlio all’interno di un cassonetto

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