Roma, preso il fratello di “’O Pazz”: così crolla l’impero dei Senese. Tra spaccio, estorsioni e armi

L’operazione nell’ambito di un’inchiesta che sta ricostruendo una fitta rete di violenze con modalità mafiosa

Un’operazione lampo all’alba di oggi venerdì 5 dicembre, ha scosso Roma: Angelo Senese, fratello e storico numero due del più noto Michele “’o Pazz” Senese, è finito in manette insieme ad altre tredici persone nell’ambito di un’inchiesta coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia.

Un colpo che mira al cuore della rete criminale che per anni ha mosso affari, minacce e violenza nelle strade della Capitale.

Tra gli arrestati compaiono figure note agli ambienti investigativi: Ettore Abramo, detto Pluto, già vicino al mondo ultras laziale orbitante attorno a Diabolik; poi Girolamo Finizio, Kevin Di Napoli e i fratelli Alvise e Leopoldo Cobianchi.

Per tutti, le accuse sono pesantissime: tentato omicidio, possesso illegale di armi, tentato sequestro di persona ed estorsione, con l’aggravante del metodo mafioso.

Angelo, il “regista silenzioso” dopo la caduta di Michele

Secondo gli inquirenti, con l’arresto di Michele — considerato per anni uno dei boss più influenti del panorama criminale romano — a prendere le redini dell’organizzazione sarebbe stato proprio Angelo.

A lui, sostengono gli investigatori, era affidata la gestione dei flussi di denaro, del riciclaggio e delle piazze di spaccio più floride della città. Un ruolo centrale, testimoniato anche dai due omicidi che avrebbe ordinato e che non sono stati portati a termine.

Nelle carte dell’inchiesta spunta anche il tentato sequestro e la tentata estorsione ai danni di un gioielliere romano: un episodio complicato, dove si sarebbe inserito perfino il clan Di Lauro.

Un malvivente avrebbe millantato di agire per conto dei Senese, scatenando così tensioni incrociate tra i due gruppi.

Dalle radici di Afragola al dominio nelle strade di Roma

Angelo e Michele nascono ad Afragola, all’interno del clan Moccia, storico rivale della Nco di Cutolo. A soli 22 anni vengono mandati a Roma, forse per allontanarli da una spirale di violenza, forse per aprire un nuovo fronte.

È nella Capitale che costruiscono il loro impero: traffico di droga, alleanze con la Banda della Magliana e rapporti stretti con i Casamonica.

Un potere tale che — raccontano alcune fonti “qualsiasi cosa dovesse accadere a Roma passava prima da Michele”.

Il tramonto del clan: sequestri, blitz e arresti

Il primo duro colpo arriva nel 1994, con un maxisequestro che porta via al clan ville, palazzine, auto di lusso e depositi per un valore di oltre 8 miliardi di lire.

Nel 2013 la svolta: Michele Senese viene arrestato come mandante dell’omicidio di Giuseppe Carlino, consumato nel 2001 in un crescendo di vendette interne.

Da quel momento il comando sarebbe passato ad Angelo, che ora — con il blitz delle ultime ore — vede interrompersi il suo ruolo nella gestione del clan.

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