

Studenti in corteo tra aule inagibili e bagni guasti. Nel mirino la riforma Valditara che accorcia i diplomi
«Siamo stanchi delle false promesse». È questo lo slogan che ha scandito la mattinata di protesta degli studenti del Rossellini, che hanno deciso di disertare le lezioni e scendere in corteo contro una gestione della scuola che definiscono punitiva e distante dai reali bisogni di chi la vive ogni giorno.
Tra bandiere, striscioni e le note di Bella ciao, la manifestazione ha attraversato l’istituto fino a raggiungere la sede centrale, dove sono stati ribaditi i due nodi centrali della mobilitazione: la riforma “4+2” e le condizioni sempre più critiche degli edifici scolastici.
Nel mirino degli studenti c’è l’applicazione del nuovo modello ministeriale che riduce il percorso scolastico a quattro anni, seguiti da due di specializzazione ITS. Una riforma che, secondo il collettivo OSA, snatura l’essenza stessa del Rossellini.
«Con il 4+2 viene cancellata la curvatura», spiegano gli studenti, riferendosi alla possibilità di scegliere un indirizzo specifico a partire dal terzo anno. Una scelta che per loro rappresenta il cuore dell’offerta formativa dell’istituto.
Il timore è che la scuola venga ridotta a un passaggio obbligato, un “esame di merito” finalizzato soprattutto all’alternanza scuola-lavoro, a scapito della formazione critica, culturale e artistica che ha sempre contraddistinto il Rossellini.
Ma la protesta non riguarda soltanto i programmi. A preoccupare studenti e famiglie è anche – e forse soprattutto – lo stato degli edifici.
Le immagini diffuse sui social raccontano una situazione di degrado che va avanti da anni: intonaco che si stacca, muffa diffusa, bagni inutilizzabili.
Alla sede del Rossellini si affianca quella del Croce-Aleramo di via Sommovigo, dove il collettivo Testa e Croce denuncia infiltrazioni così gravi da costringere intere classi a seguire le lezioni nell’Aula Magna, spesso al freddo.
Una mappa del disagio che non si ferma qui: segnalazioni analoghe arrivano anche da scuole storiche della Capitale come il Cavour, il Righi, il Virgilio e il Socrate.
A confermare la gravità del quadro è Daniele Parrucci, delegato all’Edilizia scolastica della Città Metropolitana di Roma. Nonostante le risorse del PNRR, spiega, il gap accumulato negli anni è troppo ampio per essere colmato rapidamente.
«Almeno 80 scuole avrebbero bisogno di interventi immediati, ma i fondi non bastano», ha dichiarato Parrucci. «Insieme al sindaco Gualtieri abbiamo chiesto l’intervento del Governo e sollecitato la Regione Lazio a sbloccare i fondi del portale Ares».
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