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Roma–Sassuolo 2-0: due volti, una sola anima

I giallorossi passano all'Olimpico grazie alle reti del francese e dell'ex Frosinone

La Roma batte il Sassuolo 2-0 all’Olimpico al termine di una partita dai due volti: brutta, confusa e sterile nel primo tempo, bella, intensa e straripante nel secondo, chiuso in crescendo nonostante l’assenza di un centravanti di ruolo.

Gasperini deve ancora una volta fare i conti con numerose assenze tra Coppa d’Africa, squalifiche e infortuni, tanto da portare in panchina ben cinque Primavera. 

La formazione iniziale vede Svilar tra i pali, Ghilardi, Mancini ed Hermoso in difesa; a centrocampo Celik, Koné, Pisilli e Tsimikas, con Soulé alle spalle di Dybala e Ferguson in un inedito 3-4-1-2.

Il Sassuolo imposta la gara sulle ripartenze, pronto a colpire la Roma a ogni errore. I giallorossi si fanno vedere al 7’ con Dybala: tiro non irresistibile, respinto dal portiere, con Ferguson che non arriva sul tap-in. È però un fuoco di paglia.

Da lì in poi la Roma si smarrisce: errori tecnici a raffica, centrocampo senza idee, spinta solo sulla destra con Celik, mentre a sinistra Tsimikas è in grande difficoltà.

Davanti, Dybala è inconcludente e spesso si pestano i piedi con Soulé, mentre Ferguson fatica enormemente.

A reggere la baracca sono un monumentale Mancini e un ottimo Hermoso, costretti spesso a rimediare anche agli errori di Ghilardi, in difficoltà contro il veloce Laurienté.

All’11’ Mancini ferma in modo provvidenziale un contropiede pericolosissimo; al 17’ arriva il primo miracolo di Svilar, che in uscita bassa neutralizza Koné del Sassuolo, lanciato a rete dopo un mancato fuorigioco di Ghilardi.

L’arbitro contribuisce ad innervosire la gara con tre ammonizioni in tre minuti, una delle quali a Gasperini, che protestava a ragione.

Al 25’ Svilar si supera ancora su Fadera dal limite. Al 35’ Ferguson spreca l’unica vera occasione romanista del primo tempo, girando alto di testa su cross di Pisilli. Poco dopo l’irlandese, già dolorante all’anca, è costretto ad uscire: entra El Shaarawy e la Roma resta senza centravanti. Il primo tempo si chiude sullo 0-0, punteggio giusto per quanto visto.

Negli spogliatoi Gasperini deve essersi fatto sentire, perché la Roma rientra in campo trasformata. Pressione alta, ritmo, Sassuolo schiacciato nella propria area. Pisilli e Koné si inseriscono con continuità, così come i braccetti difensivi, ma il gol sembra non voler arrivare.

Al 54’ El Shaarawy calcia dal limite, il portiere respinge e Tsimikas, a porta spalancata, manda incredibilmente alto, sommerso dai fischi dell’Olimpico.

Al 59’ la Roma conquista un rigore: colpo di testa di Hermoso, Soulé anticipa il portiere e viene steso. Tutto annullato però dal VAR per fuorigioco di Dybala a inizio azione.

La svolta arriva al 63’: entra Wesley per Tsimikas e finalmente la Roma trova profondità anche a sinistra. Il Sassuolo prova a resistere, ma al 76’ arriva il meritato vantaggio.

Celik sfonda sulla destra, salta mezza difesa, allarga per Soulé che crossa dolcemente sul secondo palo: Koné arriva in corsa e di testa batte Muric. 1-0.

La Roma non si ferma. Tre minuti dopo raddoppia: ancora Celik protagonista sulla destra, palla a Ghilardi che mette un cross basso, El Shaarawy di tacco libera Soulé che, solo davanti alla porta, firma il 2-0.

Da quel momento è un assolo giallorosso. Dybala orchestra, l’Olimpico si diverte. All’82’ Hermoso spreca un’ottima occasione su assist dell’argentino.

Gasperini inserisce forze fresche (Romano, Ziolkowski e Rensch), ma l’inerzia non cambia. Pisilli e Koné sfiorano il terzo gol, mentre al 94’ El Shaarawy segna ma in fuorigioco, per poi mancare di poco il gol un minuto dopo a tu per tu con il portiere.

Finisce così, con una vittoria ampiamente meritata.

Una Roma dai due volti: fragile e sterile nel primo tempo, dominante e brillante nel secondo, capace di segnare due gol, vedersene annullare uno e un rigore, e creare almeno altre tre o quattro occasioni limpide.

Fa impressione constatare come, senza centravanti, questa squadra riesca comunque a giocare un calcio di alto livello.

La Roma sale a 39 punti, un bottino enorme viste le difficoltà strutturali. Questa squadra, che ha sofferto e perso, sta però dimostrando attaccamento alla maglia e totale adesione alle idee del suo allenatore, vero artefice di questa classifica.

Ora serve l’aiuto della società: almeno due innesti offensivi, oltre a un difensore e forse un centrocampista. Non è pensabile affrontare partite decisive con cinque Primavera in panchina.

Se si vuole fare il salto di qualità, Gasperini va accontentato. La telenovela Raspadori sembra finalmente vicina alla conclusione: servirà concretezza, non promesse.

Ora testa alla Coppa Italia: martedì ottavo di finale in casa contro il Torino, poi di nuovo i granata sabato prossimo in campionato, ancora con una Roma rimaneggiata ma sempre più convinta dei propri mezzi.

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