

Mobilitazione nazionale indetta dai sindacati di base
Un venerdì di forti disagi e incertezze si prospetta per migliaia di nuclei familiari romani.
Domani, 29 maggio, è infatti previsto uno sciopero generale nazionale che toccherà da vicino molteplici settori chiave, a partire dal comparto della scuola e dei servizi educativi, con pesanti ripercussioni che minacciano di bloccare asili nidi, scuole dell’infanzia e istituti di ogni ordine e grado su tutto il territorio della Capitale.
La giornata di mobilitazione è stata proclamata in modo unitario da diverse sigle del sindacalismo di base — tra cui Cub, Adl Varese, Sgb, SI Cobas e Usi Cit, con il sostegno di ulteriori sigle autonome — e vedrà coinvolto in prima linea il settore “Istruzione e Ricerca”.
Lo stop collettivo potrebbe tradursi in cancellazioni di lezioni, orari di ingresso posticipati, uscite anticipate o nella totale impossibilità di garantire il regolare svolgimento delle attività didattiche.
Nelle scorse ore, l’Ufficio Scolastico Regionale (USR) per il Lazio ha diramato una circolare d’urgenza diretta ai dirigenti scolastici, esortandoli a comunicare con tempestività alle famiglie il quadro dei potenziali disservizi.
Di conseguenza, i canali web di moltissimi istituti romani si sono riempiti di avvisi formali rivolti ai genitori.
La linea comune adottata dai presidi è chiara: l’accesso degli studenti all’interno delle strutture sarà consentito e garantito solo ed esclusivamente se il numero di docenti e collaboratori scolastici non scioperanti sarà sufficiente a coprire i parametri minimi di vigilanza, sicurezza e didattica.
I timori maggiori si concentrano sulla gestione dei bambini più piccoli. I canali istituzionali di diversi enti locali, tra cui il Municipio I (Centro Storico) e il Municipio IX (Eur), hanno diffuso note ufficiali in cui si ammette l’impossibilità di assicurare il normale funzionamento dei servizi educativi comunali.
La raccomandazione tassativa rivolta alle famiglie è quella di accertarsi della reale presenza del personale educativo direttamente al cancello della scuola, prima di congedarsi dai figli.

A complicare ulteriormente il quadro della giornata concorrono le concomitanti agitazioni nel settore della mobilità.
Lo sciopero generale colpirà infatti anche i trasporti, prefigurando una giornata ad altissimo rischio per le reti urbane gestite da Atac, per i bus extraurbani di Cotral e per i collegamenti ferroviari regionali.
Questo scenario rischia di innescare un inevitabile effetto domino: una quota significativa del corpo docente e del personale ATA è composta da pendolari che raggiungono quotidianamente gli istituti della Capitale dalle province del Lazio o dalle regioni limitrofe.
Il blocco o il forte rallentamento dei treni e dei mezzi pubblici potrebbe quindi impedire il raggiungimento delle sedi di lavoro anche a quel personale intenzionato a non aderire alla protesta.
Tra aule sguarnite e mobilità paralizzata, le famiglie romane sono avvisate: per evitare brutte sorprese dell’ultimo minuto, sarà fondamentale muoversi con largo anticipo e pianificare soluzioni alternative.
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