

La polizia ha circondato lo scalo. Chiusa la fermata metro
La notizia del fermo della Flotilla per Gaza, intercettata al largo dalle autorità israeliane, è arrivata come una scossa anche a Roma.
Nel giro di poche ore la città si è accesa di cortei, presidi e proteste che hanno trasformato la stazione Termini in un luogo blindato.
Il pomeriggio era cominciato con i primi movimenti da San Lorenzo e dall’Università La Sapienza: studenti, collettivi e sigle vicine alla causa palestinese hanno acceso i megafoni e si sono diretti verso il cuore della capitale.
Alle 21.10 il corteo è arrivato in piazza dei Cinquecento. Qui, seduti a terra, centinaia di manifestanti hanno improvvisato un presidio pacifico, circondati però da un imponente schieramento delle forze dell’ordine.
La Questura non ha lasciato margini: l’area della stazione è stata subito cinturata per impedire occupazioni o blocchi ferroviari.
L’Atac, su disposizione delle autorità, ha chiuso la fermata Termini delle linee metro A, B e B1: i treni hanno continuato a transitare senza fermarsi, mentre i pendolari increduli assistevano a scene di slogan, tamburi e bandiere.
Non solo Roma. Le proteste si sono diffuse anche a Napoli, dove oggi lo scalo ferroviario è rimasto paralizzato per ore da sit-in improvvisati sui binari.
In serata è arrivata la presa di posizione più pesante: la Cgil ha proclamato per venerdì 3 ottobre uno sciopero generale nazionale, che coinvolgerà tutti i settori pubblici e privati.
«L’aggressione contro navi civili che trasportavano cittadini italiani – ha dichiarato il sindacato – è un fatto di gravità estrema. Non è solo un crimine contro persone inermi, ma una ferita al nostro stesso ordine costituzionale».
La mobilitazione non si ferma qui: le prossime 48 ore si annunciano decisive, tra piazze calde, presidi annunciati e un Paese che guarda con tensione crescente non solo a Gaza, ma anche ai suoi snodi ferroviari e alle piazze delle città.
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