

La Capitale ora dovrà vedersela con altre future città in lizza. Soddisfazione da parte del sindaco Marino, contrari alla decisione Beppe Grillo e Carteinregola
L’assemblea capitolina ha approvato, giovedì 25 giugno, con 39 voti favorevoli la candidatura di Roma alle Olimpiadi del 2024. Registrati 6 voti contrari (M5S, Pomarici di Noi con Salvini e Magi di Lista civica per Marino), mentre i consiglieri della Lista Marchini si sono detti favorevoli anche se assenti per via dell’autosospensione che Onorato e compagni portano avanti ormai da tempo. La Capitale ora dovrà vedersela con Budapest, Amburgo, Parigi, Boston ed eventuali altre future candidate.
Il Sindaco Marino, giunto in aula circa venti minuti dopo l’inizio dei lavori dell’Aula Giulio Cesare, ha affermato che “Stiamo lavorando per un evento che va al di là dei nostri mandati, è per il futuro della città. Il nostro è davvero un voto istituzionale e di prospettiva, significa che abbiamo a cuore il futuro e l’orgoglio della città, la candidatura olimpica non è un atto ordinario”, aggiungendo inoltre che “Grandi città sono candidate e questo deve darci una spinta in più, e non spaventarci. Roma deve puntare sulla sua bellezza, e noi la candidiamo a diventare di nuovo il centro delle attenzioni internazionali. Oggi facciamo il primo passo di un percorso che ci porterà non solo a competere ma a vincere la sfida. Roma ha tutte le carte e l’orgoglio per vincere. Tutti insieme”. Oltre ai rappresentanti delle forze politiche capitoline, hanno preso parola anche alcuni atleti tra cui l’ex pallavolista Andrea Lucchetta.
Al termine della seduta non si è registrata l’unanimità che era stata chiesta dalla maggioranza, ma una certa soddisfazione per l’esito è stata manifestata dall’aula. Favorevole alla candidatura anche il Premier Renzi nonché Luca Cordero di Montezemolo, presidente del comitato promotore dei Giochi secondo cui “sarebbe delittuoso arrendersi per motivazioni politiche”.
Parole di fuoco sono state invece pronunciate da Beppe Grillo, che sul suo blog ha evocato lo spettro di ruberie e scandali nonché l’affermazione di nuove “discipline” tra le quali “il salto del tornello, il lancio della monnezza, tiro al ratto e salto della buca nell’asfalto”.
Contraria alla candidatura di Roma anche Carteinregola, che in un comunicato ha dichiarato di essere spaventato dai costi e dall’assenza di garanzie. Citando il Sole24Ore e la passata esperienza di Roma 2020 – quando Mario Monti bocciò la candidatura della Capitale per motivi di “responsabilità” -, il movimento afferma che” i costi per la città saranno insormontabili, e che nessuno riuscirà a garantire che il progetto non diventi “l’ennesima decisione calata sui cittadini.La speranza è piuttosto che si apra “un dibattito generale sulle esigenze più urgenti per la città e non per i giochi olimpici”.
Nel comunicato si legge che “possiamo pensare di ricostruire la città con un minimo di ottimismo solo se i segnali di un vero cambiamento diventeranno evidenti e inequivocabili: nella scelta degli obiettivi, delle strategie e delle persone che devono perseguirli. E se le scelte vengono fatte nella totale trasparenza. E se per uscire dal guado si coinvolge la parte migliore della città. Ma soprattutto, se di fronte a un bivio come questo, si imbocca, per una volta, la strada che mette al centro la vita e i bisogni delle persone, e non quella che finisce sempre dritta sugli affari”. La paura della società civile è che il sistema di Mafia Capitale possa essere ancora operativo e ottenere proficui compensi dalle infrastrutture necessarie alle Olimpiadi.
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