

Il provvedimento, già adottato con successo a Milano, Napoli, Bologna e Firenze, è stato ufficializzato dal prefetto di Roma, Lamberto Giannini
Stop ai pericoli, più sicurezza nelle strade. Roma si allinea alle altre grandi città italiane e vara le sue prime “zone rosse”, con un giro di vite su criminali, spacciatori e malintenzionati.
Dopo giorni di polemiche e smentite, il prefetto Lamberto Giannini ha firmato l’ordinanza che porterà a una presenza rafforzata delle forze dell’ordine nei quartieri più critici della città.
Le aree sotto la lente? Esquilino e la zona attorno alla stazione Tuscolana, veri epicentri di episodi di degrado, spaccio e aggressioni.
Da oggi, stazionare senza motivo in queste zone diventa vietato per chi ha precedenti penali o assume comportamenti molesti. Chi non rispetta le regole, sarà allontanato immediatamente.
“La sicurezza prima di tutto” è il messaggio che arriva dal Governo, mentre la città eterna si prepara a blindare le sue aree più delicate.
All’Esquilino, le strade che saranno monitorate includono via Giovanni Giolitti, piazza Vittorio Emanuele II, via Mamiani e diverse vie limitrofe alla stazione Termini, considerate da tempo epicentro di spaccio, furti e aggressioni.
Al Tuscolano, invece, la vigilanza sarà concentrata su piazza Ragusa, via Tuscolana e altre arterie chiave della zona.
Ma cosa comporta una zona rossa? Per due mesi, chi verrà sorpreso a stazionare indebitamente nelle aree sorvegliate, adottando atteggiamenti molesti, minacciosi o aggressivi, rischierà un provvedimento immediato di allontanamento.
Particolare attenzione sarà rivolta a soggetti con precedenti penali per reati legati agli stupefacenti, furti, rapine e porto abusivo di armi. In caso di violazione dell’ordine di allontanamento, scatterà la denuncia all’autorità giudiziaria.

L’istituzione delle zone rosse a Roma ha aperto un acceso dibattito politico. Il sindaco Gualtieri, che solo pochi giorni fa aveva bocciato questa misura definendola uno “spot inutile”, è stato costretto a fare un passo indietro.
Il primo cittadino aveva auspicato una città che potesse essere tutta una “grande zona bianca”, priva di aree interdette e senza interventi mirati che rischiano, a suo dire, di spostare le attività illegali da un quartiere all’altro.
Ma il Governo ha tirato dritto, forte dei dati positivi già registrati nelle altre città dove le zone rosse sono operative.
In meno di tre mesi, il Ministero dell’Interno ha reso noto che nelle aree sotto sorveglianza sono state controllate 24.987 persone, con l’emissione di 228 provvedimenti di allontanamento.
Il Viminale ha diffuso i dati relativi alle principali città dove le zone rosse sono già in vigore:
Firenze: 6.217 persone controllate, 68 allontanamenti
Bologna: 7.613 controlli, 43 allontanamenti
Milano: 8.303 controlli, 106 allontanamenti
Napoli: 2.854 controlli, 11 allontanamenti
I residenti dei quartieri interessati vivono il provvedimento con sentimenti contrastanti. Da un lato, c’è chi lo accoglie con favore, sperando in una maggiore sicurezza nelle strade.
Dall’altro, c’è chi teme che questa misura possa essere solo un palliativo temporaneo, destinato a spostare i problemi anziché risolverli.
Nel frattempo, Roma si prepara ad affrontare questa nuova fase, con l’auspicio che la città possa tornare a respirare un clima di serenità e legalità.
La domanda resta aperta: le zone rosse saranno una soluzione o un’illusione?
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