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Roma Sud, svolta sull’«incrocio della morte»: scatta il piano dopo la tragedia di Marconi

Al via il progetto di riqualificazione del crocevia tra viale Marconi, via Pincherle e via Veratti dopo l'incidente costato la vita a due 22enni

La sicurezza stradale e la salvaguardia della vita umana tornano al centro dell’agenda politica e amministrativa della Capitale, spingendo le istituzioni locali a ridisegnare uno dei nodi viari più critici e pericolosi del quadrante meridionale.

Prende ufficialmente forma il piano straordinario per la messa in sicurezza e il totale rifacimento geometrico dell’intersezione tra viale Guglielmo Marconi, viale di Valco San Paolo, via Salvatore Pincherle e via Giuseppe Veratti.

Si tratta del drammatico punto in cui, lo scorso 10 maggio, hanno perso la vita Lorenzo Rapisardi e Gianluca Fino, entrambi di appena 22 anni, a seguito di uno scontro che ha profondamente scosso la comunità locale.

Per i residenti della zona, quel crocevia è da anni tristemente noto come “l’incrocio della morte”, un’etichetta scaturita da una scia ininterrotta di sinistri, investimenti e denunce rimaste a lungo senza risposte risolutive.

A chiedere una svolta radicale, oltre ai comitati di quartiere, sono stati i familiari delle giovani vittime, che hanno formalizzato un esposto indirizzato agli organi competenti per sollecitare l’adozione di modifiche strutturali immediate.

Il vertice tecnico sul campo e il cambio di paradigma

La macchina istituzionale si è mossa su impulso del Municipio VIII, che all’indomani del tragico evento ha votato all’unanimità una mozione d’urgenza.

Pochi giorni dopo, un dettagliato sopralluogo tecnico ha visto confrontarsi sul posto i tecnici del Dipartimento Mobilità di Roma Capitale, gli ufficiali della Polizia Locale, gli ingegneri di Roma Servizi per la Mobilità e i delegati della giunta municipale.

Le risultanze delle analisi sul campo hanno evidenziato la necessità di abbandonare la vecchia logica urbana che subordinava la sicurezza alla fluidità del traffico veicolare, imponendo un nuovo paradigma basato sulla prevenzione e sulla tutela degli utenti deboli della strada: pedoni, ciclisti e motociclisti.

Dalla modifica dei semafori alla barriera sullo spartitraffico

Le soluzioni tecniche inserite nel verbale programmatico spaziano dagli interventi immateriali a pesanti modifiche infrastrutturali.

Tra le misure di immediata attuazione figura la riprogrammazione totale dell’impianto semaforico, che disporrà di fasi dedicate e tempi di attraversamento pedonale più lunghi, pensati per moderare la velocità delle auto in arrivo.

Verrà inoltre rivoluzionata la circolazione nel tratto compreso tra largo Veratti e via Veratti, eliminando la possibilità di effettuare pericolose inversioni di marcia e manovre di svolta azzardate.

Sul fronte delle opere edili, il piano prevede il rifacimento profondo della pavimentazione stradale di via Salvatore Pincherle, il ripristino della segnaletica orizzontale ad alta visibilità e la protezione della corsia preferenziale in direzione Marconi.

L’intervento ritenuto più urgente è la chiusura definitiva dei varchi nello spartitraffico centrale di viale Marconi, in particolare nel segmento stradale compreso tra via dei Caduti senza Croce e largo Veratti.

Il progetto si completerà con l’installazione di nuove barriere parapedonali di protezione in prossimità dei passaggi zebrati e con lo studio di un nuovo innesto di collegamento tra via Veratti e via Pincherle.

Per risolvere i problemi di scarsa visibilità notturna, i faldoni tecnici sono stati trasmessi ad Areti per il potenziamento dei corpi illuminanti a LED e al Dipartimento Ambiente per una campagna straordinaria di potatura delle alberature stradali.

L’obiettivo comune è accelerare le procedure burocratiche per trasformare i progetti in cantieri stradali entro le prossime settimane, onorando la memoria dei due giovani scomparsi.

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