Roma teatro di violenze e di episodi xenofobi

Alemanno chiede indagini approfondite. L'opposizione: "sbagliate le campagne di paura e odio verso gli stranieri"

Ancora un episodio xenofobo e violento contro un cittadino straniero. Vittima un congolese, sposato qui in Italia e con una figlia, che lo scorso 2 luglio, durante il lavoro di volantinaggio per le strade di Monteverde, è stato prima insultato pesantemente dai condomini di una palazzina; poi, dopo una breve colluttazione con un paio di loro scesi in strada per affrontarlo, è stato ferito al volto e in testa. E solo grazie ad una fuga tempestiva e al ricorso al 113 è riuscito ad evitare il probabile (anzi, quasi certo!) pestaggio. Nessuna traccia degli aggressori. Ennesima barbarie contro gli stranieri a Roma, città che sta via via ritagliandosi una certa fama per xenofobia e razzismo.

“Sporco negro”, gli hanno urlato dalle finestre del palazzo i condomini, “tornatevene a casa vostra”. Il lancio di bottiglie e altri oggetti dalla finestra, e infine il tentativo di pestaggio. Una scena da far-west metropolitano, in un quartiere noto per essere frequentato da gente per bene. È evidente dal linguaggio usato dagli aggressori, invece, come il populismo spicciolo e la bassezza culturale, che pervade ormai aule parlamentari e media, tende a stimolare in molti cittadini paure immotivate e profonde, che vengono catalizzate in forme imprevedibili, spesso in atti di cieco furore. Come quanto accaduto a questo tranquillo padre di famiglia, la cui unica colpa è quella di avere la pelle di un colore diverso.
Il sindaco Gianni Alemanno, in una nota rilasciata poche ore dopo l’aggressione, dichiara: “è grave” che nella città “si aggirino personaggi che odiano e assalgono in base al colore della pelle”. E, nell’esprimere solidarietà alla vittima, chiede agli inquirenti “un’indagine approfondita per individuare e punire i responsabili”. Il primo cittadino, a quanto pare, non sembra vivere sullo stesso pianeta dei romani. O meglio, nella stessa città. Sono mesi ormai che stranieri (e non) vengono malmenati, violentati, pestati e insultati. E moltissimi sono i casi che non si conoscono, visto che spesso gli immigrati non sporgono nemmeno denuncia, per paura di ritorsioni o perché non in regola con i documenti. Innumerevoli gli episodi di pestaggio accaduti a Tor Bella Monaca, estrema periferia Est di Roma, e tutti portano il marchio infamante del razzismo. Per non parlare dello stupro di Capodanno, di quello della Caffarella, fino all’odierno violentatore seriale che ha già colpito due volte senza (quasi) lasciare traccia. Ma dove sono i responsabili?
Come le altre volte il sindaco Alemanno cade dalle nuvole, quando per il resto dei romani la situazione è chiarissima. È ormai una vera e propria emergenza violenza. Un’impennata che ha costretto molti Municipi (come l’Ottavo, ad esempio) a ricorrere a misure eccezionali o a Commissioni ad hoc per affrontare il problema. E per una maggioranza che ha fatto della lotta alla criminalità la testa di ponte della campagna elettorale è più grave non riuscire a rendersi conto della situazione, arrivando persino ad annunciare, quasi con stupore, la gravità di un episodio del genere, dopo decine di casi simili accaduti nei mesi scorsi. Alemanno scopre oggi che a Roma esistono persone che picchiano per motivi razziali.
E pensare che quando c’era il centrosinistra, per l’omicidio della signora Reggiani in Campidoglio e a Montecitorio successe il finimondo, e la Giunta Veltroni venne accusata dal centrodestra di Alemanno di non fare nulla per la sicurezza della città. Roberto Calderoli addirittura parlò di Governo e Giunta corresponsabili di quanto accaduto, e ne chiese le immediate dimissioni. Antonio Tajani sottolineò invece l’inefficienza anche burocratica dell’allora maggioranza. E oggi invece? Cosa si sta facendo per la sicurezza della città?
“Bisogna essere uniti per scongiurare un clima di violenza senza fine”, ha dichiarato Nicola Zingaretti, presidente della Provincia di Roma. Anche per lui si tratta dell’“ennesima aggressione a sfondo razzista” della Capitale. Mentre per il presidente della Regione, Piero Marrazzo, “fa davvero impressione il montare dell’ondata xenofoba e l’aumento vertiginoso di simili episodi in una città storicamente aperta e pacifica come Roma”. “Ora – ha dichiarato infine Marrazzo – è importante che tutti colgano pienamente la gravità del fenomeno e retrocedano dalla tentazione di alimentare ancora campagne fondate sulla paura e sulla criminalizzazione degli stranieri”.

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