Sabato 17 aprile: Commemorazione del rastrellamento del Quadraro

Alle ore 9,30, in Largo dei Quintili, si svolgerà l’annuale commemorazione del tragico evento avvenuto 77 anni fa
Francesco Sirleto, Delegato alla valorizzazione della memoria storica per il V Municipio - 16 Aprile 2021

Sabato 17 aprile, alle ore 9,30, in Largo dei Quintili, si svolgerà l’annuale commemorazione del tragico rastrellamento del Quadraro, avvenuto 77 anni fa. Saranno presenti i rappresentanti delle Istituzioni (Regione, Comune, Municipi V e VII), dell’ANPI, dell’ANFIM, dell’ANED, nonché dei comitati di quartiere e delle associazioni locali; ha annunciato la sua presenza anche la Sindaca di Roma, on. Virginia Raggi.

Il rastrellamento del Quadraro del 17 aprile 1944 fu deliberato dal Comando nazista delle SS che occupavano militarmente la città di Roma, in particolare dal colonnello Herbert Kappler, che volle punire con un rastrellamento e una deportazione di massa un quartiere che, come lui stesso lo definì, era diventato un nido di vespe.  Kappler, infatti, che già si era macchiato pochi giorni prima (il 24 marzo del 1944) dell’orrenda strage delle Ardeatine, sapeva bene che quella strage non aveva piegato la volontà di resistenza del popolo romano e le sue molte formazioni partigiane, così come era a conoscenza che la maggior parte di quei partigiani che avevano tenuto testa ad un intero reggimento di SS sul Monte Tancia (in Sabina, presso Poggio Bustone) il 7 aprile del ’44, provenivano dai quartieri di quello che oggi si chiama V Municipio: Quadraro, Torpignattara, Pigneto, Centocelle, Gordiani, Alessandrino. Era consapevole, inoltre, che tutta la popolazione civile del quartiere era impegnata nel nascondere, nutrire, proteggere i partigiani, i renitenti alla leva, i prigionieri alleati che erano riusciti a sfuggire dalle carceri dei nazisti e dei fascisti di Salò. Bisognava perciò dare una dura lezione a questo “nido di vespe” e, inoltre, era necessario anche rifornire di manodopera quelle industrie tedesche che, sul finire della guerra, erano coinvolte nell’estremo sforzo di sostenere con la loro produzione una guerra che, ormai, anche molti tedeschi consideravano perduta.

Il rastrellamento (che coinvolse ben 947 lavoratori dai 16 ai 60 anni) privò il Quartiere di quella parte di popolazione che costituiva la forza lavoro e dalla quale proveniva il sostentamento di famiglie composte di operai, piccoli artigiani, dettaglianti. Al rastrellamento seguì la deportazione nelle fabbriche e nei cantieri di molte zone della Germania settentrionale, con conseguenti sofferenze, patimenti, fame, morte di molti degli uomini deportati. I sopravvissuti, liberati dagli Alleati anglo-americani nel maggio del ‘45, dovettero affrontare altre difficoltà per il loro ritorno in patria e nel quartiere che li aveva visti nascere e diventare adulti.

Dopo il 1945 vi furono quasi 40 anni di silenzio su questa vicenda, silenzio dovuto in parte alla volontà dei sopravvissuti di dimenticare e di lavorare duramente per ricostruire, ma anche all’ignavia degli storici ufficiali che non hanno dedicato neanche un rigo ai fatti del Quadraro. Solo a partire dal 1984 e a causa della tenace volontà di un sopravvissuto alla deportazione, lo scomparso Sisto Quaranta (morto il 5 ottobre del 2017 a quasi 94 anni), su tutta questa storia si è incominciato a riannodare i fili della memoria collettiva del quartiere.

In questa opera lunga e difficile di ricostruzione della memoria un contributo molto importante lo hanno offerto le scuole: la scuola di via Diana, ex Carlo Moneta e attualmente Jean Piaget; il liceo classico Benedetto da Norcia, il quale ha organizzato, insieme alle istituzioni locali, all’ANPI, all’ANED e all’ANFIM, ben 2 viaggi a Fossoli (campo di smistamento dal quale passavano tutti i deportati italiani destinati in Germania e nei vari lager come Auschwitz, Mauthausen, Dachau, ecc.). I risultati di quei 2 viaggi (2004 e 2007), sono stati filmati e libri che, insieme ad altri libri e documenti, hanno dato un contributo formidabile alla formazione di un’identità collettiva di quartiere basata sulla memoria. Nel 2004, grazie anche a quest’opera di ricostruzione della memoria, il Presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi, ha voluto insignire il quartiere della Medaglia d’oro al merito civile per il contributo offerto alla Lotta per la Liberazione di Roma e dell’Italia.

Uno dei libri dedicati al rastrellamento del Quadraro

Ricordo di Sisto Quaranta

Il 5 ottobre del 2017 moriva, all’età di 93 anni, Sisto Quaranta, l’uomo che aveva resistito alla deportazione, seguita al rastrellamento del Quadraro del 17 aprile 1944, che aveva sopportato la prigionia in una lontana fabbrica della Germania del Nord, che aveva poi contribuito alla rinascita del quartiere nei lunghi e difficili anni della ricostruzione post-bellica. Sisto Quaranta era diventato dagli anni Ottanta la memoria storica di quell’evento e non si era mai stancato di andare nelle scuole di Roma per raccontare le vicissitudini sue e di altri 900 compagni di deportazione.

Sisto Quaranta è stato uno di quegli “eroi casuali e involontari” (“Disgraziata la Terra che ha bisogno di eroi”, direbbe B. Brecht) che, ad un certo punto della sua vita, si è scontrato con la Grande Storia, quella che, come dice il Foscolo, ogni tanto s’incarica di ricordarci “…di che lagrime grondi, e di che sangue…” l’umana vicenda.

Sisto avrebbe fatto volentieri a meno di finire in Germania come “lavoratore volontario” (perché così, con ironica e amara finzione, erano stati classificati i rastrellati dai loro aguzzini tedeschi), però, una volta finito nel tritacarne della storia, il suo unico scopo fu quello di sopravvivere, nonostante la fame le percosse e le condizioni infami in cui era costretto, e di ritornare al Quadraro dalla sua fidanzata Bice, per poter cominciare con lei una vita da lui liberamente scelta. Ci riuscì: i tedeschi non ce la fecero a schiantarlo con il duro lavoro e con la denutrizione; liberato dagli americani nel maggio del 1945, egli ritornò in agosto a Roma e partecipò, con dedizione, intelligenza e con molti sacrifici, alla ricostruzione libera e democratica del suo Paese, della sua città, del suo quartiere. Anch’egli, come molti altri, preferì tacere sulle sue vicissitudini di deportato. Tuttavia, quando all’inizio degli anni Ottanta, si accorse che sul rastrellamento del Quadraro era scesa una sorta di “cortina del silenzio”, si fece coraggio e incominciò a parlare, a ricercare e riunire i suoi vecchi compagni di prigionia, a scrivere lettere ai giornali, ad andare nelle scuole del territorio per esporre le sue memorie agli studenti, a tempestare di petizioni le Istituzioni e i loro rappresentanti. Alla fine, grazie alla sua testardaggine, la vicenda del rastrellamento divenne argomento di articoli di giornali e di ricostruzioni televisive, fino a culminare nell’attribuzione della Medaglia d’oro al valor civile al quartiere.  Ma Sisto, consapevole che la memoria va alimentata sempre – altrimenti si inaridisce e viene fagocitata dall’oblio – non si accontentò della Medaglia. Continuò a testimoniare fino a quando lo ressero le forze, cioè fino al 2016, data della sua ultima partecipazione alle commemorazioni del 17 aprile.

Il Murale in onore di Sisto Quaranta al Quadraro, via Tuscolana.

Titanio Leonardo Cesarini
Servizi Funebri Moretti

Commenti

  Commenti: 4

  1. ROCCO TRABUCCO


    Grazie Professore,
    grazie davvero per offrirci questi… ” panini culturali” così ben conditi e saporiti, che stuzzicano l’appetito del
    “sapere” e della “conoscenza”. Particolarmente in questo momento, e’ l’unico negozio a cui nessuno può abbassare la saracinesca per timore del contagio ” maledetto”.
    Anzi, in questo caso è addirittura auspicabile che attecchisca e che si diffonda il più possibile , affinché il “pensiero” umano voli leggermente più in alto.
    Così, anche un abbraccio e’ possibile, quando viene dal cuore.
    Rocco


  2. Grazie, Francesco. Un albero senza radici, non può vivere. Ed occorre diffidare di chi invita a non ascoltare gli anziani, perché, come ricorda papa Francesco, “forse vuole che si pensi come la pensa lui”.

    • Francesco Sirleto


      Grazie a Rocco e grazie a Paolo, il quale sa benissimo che, quando si cita Papa Francesco non posso fare altro che inchinarmi e sottoscrivere

  3. Simona Sabatino


    Gentile professore, ho letto con attenzione il suo articolo e la ringrazio di questa ricostruzione particolareggiata, che ha permesso a chi legge di arricchire la conoscenza del rastrellato.
    Da ‘Quadraroli’ lo conosciamo già bene: ha toccato molte famiglie del quartiere, alcuni hanno avuto la possibilità di testimonianze dirette;
    per  i non Quadraroli, però, questa lettura apre uno squarcio di riflessione su un  capitolo triste della città, non ancora noto a tutti.
    A questo proposito vorrei permettermi di aggiungere, da ex-membro dell’associazione “punto di svista”, che molto è stato fatto a partire dal 2000
    Grazie all’operato di tutti noi, coadiuvati da altre realtà territoriali e collaborazioni innumerevoli, si è riusciti ad unire la forze per supportare la causa dei reduci dei rastrellati, per mantenere viva la memoria di ciò che è stato. Aver ideato e costruito la commemorazione di Q44 mi/ci ha dato la possibilità di entrare in contatto con Sisto Quaranta,Wanda Prosperi, Ada Giacopetti, e tenace è stato il nostro impegno nel perseguire l’obiettivo, uno dei tanti ma il più importante, di inserire l’Operazione Balena, il rastrellamento del Quadraro, nei libri scolastici.
    Proprio con la lettera inviata al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano nel 2013 riuscimmo a far avanzare l’istanza e vedere pubblicata l’edizione del volume didattico della casa editrice Mondadori nel 2014 con somma soddisfazione per tutti noi.

    Il sostegno di gran parte dei cittadini del Quadraro, dell’associazionismo migliore, di tanti intellettuali, ci ha aiutati nel difficile compito di dialogare con le Istituzioni e persuaderle a darci credito.

    A tal fine ci siamo avvalsi della partecipazione di nomi assai noti che hanno firmato un “video appello Quadraro “girato per sensibilizzare l’opinione pubblica nel perorare la causa di inserire il rastrellamento nei programmi scolastici di Storia (Mastandrea,Ovadia,Guerritore, Mannoia, Silvestri, etc) che le linko di seguito e la invito vivamente a visionare, perché la renderebbe felice di sapere che le commemorazioni di Q44 dal 2000 si sono susseguite negli anni, puntuali e ricchissime di incontri, dibattiti, scambi e gemellaggi che hanno contaminato le realtà più disparate come i ragazzi di scampia,la corsa di miguel, Domenikon,addio pizzo.

    Artisti e attori si sono spesi con pièce teatrali e installazioni on site (valle occupato con le rievocazioni dei fatti col teatro nei cortili e per le strade del quartiere, artisti del Quadraro e Torpignattara,collettivoY).

    Gianni Minoli ha accettato la ns proposta di dedicare al rastrellamento un’intera puntata de “La storia siamo noi”, girata in parte al Quadraro per le ricostruzioni

    Nido di vespe” lo spettacolo di Simona Orlando, è stato portato in scena diverse volte al Quadraro per il 17 aprile e poi al teatro Off-Off di via Giulia nel 2018, per approdare al teatro Argentina nel 2019 registrando il tutto esaurito.
    A dire il vero è stato ricompreso nel cartellone anche lo scorso aprile 2020, dato il lockdown sappiamo com’è andata: ma non sarà finita lì.
    Questo tour per Roma faceva parte di un altro obiettivo che ci eravamo -e ci siamo-imposti per gli anni a venire, quello di esportare la commemorazione oltre i confini del Quadraro e dei quartieri limitrofi, trascinando la memoria al centro storico della città e dovunque se ne potesse raccontare.

    Destinandola in particolare a quelle platee di Romani che ancora non ne avessero mai sentito parlare prima.
    La soddisfazione nostra è stata enorme; maggiore ci è sembrata quella di Sisto, Wanda Prosperi e Ada Giacopetti.
    Abbiamo avuto il privilegio di intervistarli e di conquistare la loro fiducia, abbiamo fatto e faremo del nostro meglio per onoraria e non disattendere la loro aspettativa, l’abbiamo fatta nostra per attivare sistematicamente quell’ingranaggio collettivo che è la memoria storica.
    Ringraziandola nuovamente per l’articolo, ci tenevo con questo intervento a nome del gruppo, a rassicurarla che continueremo ad operare in questa direzione, nonostante per altri motivi l’associazione sia formalmente sospesa.
    Non lo sono le ns attività, né i nostri intenti.

    Associazione Punto di Svista
    Simona Sabatino
    Gianpiero Buttitta
    Giovanna Colamussi
    Sergione Santangelo
    Marco Miglio
    Gianni Pedemonti
    Salvatore Salmeri

    RAI 3
    LA STORIA SIAMO NOI
    IL RASTRELLAMENTO DEL QUADRARO

    https://www.raiplay.it/programmi/ilrastrellamentodelquadraro-lastoriasiamonoi

    YOU TUBE
    VIDEO APPELLO QUADRARO

    https://youtu.be/ixASXmxBTKc

    YOU TUBE
    TEATRO VALLE NIDO DI VESPE

    https://youtu.be/zS0dMfi3f74

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