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Salario accessorio, indetta protesta il 19 maggio

Dipendenti e politici sul piede di guerra

“I dipendenti di Roma Capitale protesteranno il prossimo 19 maggio per difendere i salari e i servizi ai cittadini”. Ad annunciarlo, in un comunicato congiunto, Natale Di Cola, Roberto Chierchia e Sandro Bernardini, segretari generali delle federazioni di Roma e Lazio di Fp-Cgil, Cisl-Fp e Uil-Fpl. In particolare al centro della protesta la possibilità di tagli al salario accessorio ovvero quella parte di stipendio non fissa legata ai risultati ottenuti.

“Sulla vicenda del salario accessorio dei dipendenti capitolini dal sindaco di Roma non abbiamo ricevuto risposte concrete attaccano i tre segretari di categoria. Il tempo dei tentennamenti è finito. Se l’amministrazione e il governo credono di poter rimanere barricati nella loro incapacità di decidere, allora saremo noi a tirarla fuori dai palazzi.

Ai sindacati l’ipotesi di aspettare un decreto dal governo non piace. Pertanto chiedono al sindaco di risolver immediatamente il problema pagando per intero i salari accessori.

A sostenere esponenti di maggioranza e di opposizione.  Il Presidente dell’Assemblea Capitolina Mirko Coratti proporrà nella prossima riunione dei presidenti dei gruppi capitolini di calendarizzare immediatamente una seduta straordinaria sulla situazione del personale capitolino e sul corretto conferimento degli stipendi.

“Una rapida e doverosa rettifica della normativa – afferma in una nota – è tanto necessaria quanto urgente. Solo in questo modo le amministrazioni locali potrebbero essere in condizione di erogare il salario accessorio ai propri dipendenti.
Il Campidoglio e l’Assemblea Capitolina sono e restano la casa dei romani e dei dipendenti che giornalmente lavorano per la nostra città negli uffici, nelle scuole, nelle biblioteche, nei servizi sociali e nella Polizia Municipale. Questi sono i luoghi e le sedi deputate per eccellenza a discutere dei problemi della città. Da qui debbono essere adottate tutte le soluzioni necessarie per favorire la rapida conclusione di una vicenda che inizia a tingersi di giallo.
E’ impensabile e inaccettabile una decurtazione dello stipendio pari quasi al 15% del totale, a lavoratori che normalmente percepiscono tra i 1200 e i 1500 euro al mese.
La macchina comunale e la città non possono fare a meno di tutto l’impegno dei 24mila dipendenti capitolini. A loro l’amministrazione ha il dovere di dare certezze e prospettive senza negare meriti ed incentivi.”

 

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