

Il report di Confcommercio gela le aspettative: solo il 65,7% dei romani andrà a caccia di affari
Il tradizionale appuntamento con i saldi invernali, che quest’anno scatta il 3 gennaio 2026, non sembra scaldare i cuori (e i portafogli) dei cittadini.
I numeri parlano chiaro: la voglia di shopping è in calo del 3,5% rispetto allo scorso anno, segno di una cautela che ormai domina le scelte di consumo.
Il dato che più preoccupa gli esercenti è la contrazione della spesa media. Se nel 2025 ogni romano metteva a budget 178 euro, per questo inizio 2026 la cifra scende a 176 euro.
Può sembrare una flessione minima, ma nasconde una tendenza strutturale: ben il 74% dei consumatori non intende superare la soglia dei 300 euro, mentre solo una piccolissima élite (l’1,4%) ha in programma spese superiori ai 500 euro.
Le tredicesime, erose dalle cene di San Silvestro e dai regali natalizi, sono ormai un ricordo, e per molti la priorità è diventata far quadrare il bilancio familiare.
Oltre il 34% dei romani ha già deciso che quest’anno diserterà le svendite. Le motivazioni sono specchio dei tempi:
44,1%: necessità di risparmiare per l’incertezza economica generale.
32,5%: impossibilità oggettiva dovuta a un peggioramento delle finanze domestiche.
Il campo di battaglia si sposta sempre più sugli schermi degli smartphone. L’e-commerce domina la scena: il 73,7% degli acquisti passerà dal web.
Tuttavia, resiste la “multicanalità”: il 66,3% dei romani preferisce ancora il mix tra il giro nei negozi fisici e l’ordine online, magari dopo aver toccato con mano i prodotti.
Per quanto riguarda i luoghi fisici, i grandi centri commerciali restano la meta preferita per il 61% degli acquirenti, ma c’è una nota di speranza per il “sotto casa”: il 36,6% dei romani sceglierà i negozi di quartiere, considerati ancora un presidio fondamentale di fiducia e qualità.
Il direttore di Confcommercio Roma, Romolo Guasco, ha puntato il dito anche contro la concorrenza sleale e la confusione normativa.
Molti negozi, infatti, avrebbero già iniziato a proporre promozioni mascherate violando il divieto dei 30 giorni precedenti l’avvio ufficiale.
Non è un caso che oltre la metà dei romati (il 54%) chieda a gran voce una liberalizzazione: l’idea che ogni commerciante possa decidere autonomamente quando e come scontare la propria merce sembra essere la soluzione preferita da chi vuole un mercato più dinamico e meno vincolato da date fisse.
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