San Giacomo, Alemanno: la struttura deve rimanere per i cittadini

Per il Sindaco l’obiettivo può essere la trasformazione della struttura in una moderna area di integrazione socio sanitaria
Enzo Luciani - 1 Novembre 2008

«Prendiamo atto con rammarico della chiusura della struttura ospedaliera del San Giacomo imposta dal piano di rientro concordato dal Commissario di Governo e dal Ministero del Welfare, piano che richiede la chiusura dei posti letto per acuti per ottenere un recupero del deficit sanitario regionale. Ma non siamo disponibili a nessun cambio di destinazione d’uso che sottragga questa struttura alla finalizzazione sociale a disposizione dei cittadini. Per questo proponiamo la costituzione di un tavolo tra Comune, Regione e i rappresentanti dei cittadini e delle associazioni sociali, per riconvertire l’ospedale San Giacomo in attività e servizi sanitari più confacenti ai bisogni dei cittadini».
È quanto dichiarato il 31 ottobre 2008 dal sindaco di Roma, Gianni Alemanno.

«L’obiettivo – spiega Alemanno – può essere quello di trasformare la struttura in una moderna area di integrazione socio sanitaria con attività e servizi più confacenti ai bisogni della città. Per questo pensiamo alla creazione di un “Punto di Primo Intervento PTP”: una zona di emergenza-urgenza dotata di risorse umane e strutturali minime di supporto, che prevede la chiusura di tutti i posti letto non di primo soccorso, collegato in rete con gli ospedali vicini ed in sinergia con il nuovo ambulatorio di via Canova recentemente edificato. Inoltre il progetto prevede un’area di integrazione socio-sanitaria che preveda l’utilizzo di strutture residenziali extraospedaliere per anziani e per disabili non autosufficienti. La struttura potrà contare sulla collaborazione dell’associazionismo medico con attività polispecialistica, al fine di implementare l’assistenza domiciliare integrata. La proposta prevede che l’edificio venga destinato a servizi pubblici di carattere sociale o socio assistenziali, anche perché il centro storico ha peculiarità ineludibili, come la presenza di istituzioni politiche e governative, di grandi concentrazioni commerciali, di aree di importante interesse turistico e museale, sedi di ambasciate».


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