

L’amministrazione municipale ha deciso: l’ex presidio sanitario di via San Vittorino 305 diventerà, per i prossimi quattro anni, la nuova casa dei Carabinieri
Tra le colline della periferia est di Roma, dove il tempo sembra scorrere più lentamente che altrove, il borgo di San Vittorino si ritrova oggi al centro di una scelta che ha lasciato dietro di sé più di qualche malumore.
A far discutere non è tanto la destinazione di un immobile, quanto ciò che essa rappresenta per chi in questo angolo del VI municipio ha messo radici, sogni e memoria.
L’amministrazione municipale ha deciso: l’ex presidio sanitario di via San Vittorino 305 diventerà, per i prossimi quattro anni, la nuova casa dei Carabinieri.
Una decisione nata dalla necessità – spiegano – di evitare che la stazione dell’Arma, oggi ospitata in un edificio non più idoneo di via Lanteri Pio Bruno, possa essere trasferita altrove. E perdere un presidio di legalità, da queste parti, è qualcosa che fa paura.
Per questo, il municipio ha scelto di concedere in comodato d’uso gratuito i 120 metri quadrati su due piani dell’ex presidio sanitario all’Arma. A fronte, la prefettura garantirà a proprie spese la manutenzione dell’edificio.
L’obiettivo, si legge nell’atto ufficiale, è quello di rafforzare la “vigilanza e vicinanza” sul territorio, trasformando l’immobile in un punto di riferimento costante per la sicurezza del quartiere.
Ma c’è chi questa scelta l’ha vissuta come un’ingiustizia. Sono gli anziani del quartiere, quelli che nel 2019 hanno visto chiudere il loro centro – lo stesso edificio ora destinato alla caserma – con la promessa che sarebbe tornato a loro dopo i lavori di ristrutturazione. Promessa che, almeno per ora, resta sospesa.
Dal 2022, i nonni e le nonne di San Vittorino sono “ospiti” nella parrocchia del quartiere. Dovevano restarci per poco, giusto il tempo di terminare i lavori.
E invece si sono ritrovati esclusi, ancora una volta, da quel luogo che consideravano casa. Una ferita aperta, che ha trovato voce e sfogo lo scorso 2 maggio, in un’assemblea pubblica davanti ai locali contesi.
Presenti cittadini, rappresentanti municipali e anche Svetlana Celli, presidente dell’Assemblea Capitolina. “Sono dalla parte dei cittadini – ha detto – i centri anziani sono un presidio di prossimità fondamentale. Lavoreremo insieme per trovare una soluzione”.

Nel frattempo, però, la caserma si farà. I militari traslocheranno, e San Vittorino avrà un presidio delle forze dell’ordine nuovo di zecca.
Ma per gli anziani del quartiere resta una domanda sospesa: quando torneremo ad avere uno spazio tutto nostro? Una domanda che, in un borgo dove le relazioni contano quanto le infrastrutture, pesa più di qualsiasi firma su un atto amministrativo.
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