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Sanità Lazio: scambio di embrioni all’opedale Sandro Pertini

Indagini in corso dal Ministero della Salute e dalla Regione Lazio

Fecondazione-assistitaLo scambio di embrioni tra due coppie in fecondazione assistita all’ospedale Sandro Pertini, ha portato una donna a rimanere incinta di due gemelli degli altri due genitori. L’ispezione, avviata dal Ministero della Salute, ha portato al blocco dell’attività dell’unità di fisiopatologia per la riproduzione e la sterilità del nosocomio romano.

L’errore risale al 4 dicembre dello scorso anno, quando, se pur in una procedura super collaudata all’ospedale romano, avviene per errore uno scambio di embrioni tra coppie. Ora una donna è in attesa di gemelli che, secondo i test, non hanno profili genetici dei genitori. La donna particolarmente provata per l’accaduto ha comunque deciso di portare avanti la gravidanza.

Alla notizia ha fatto subito seguito l’intervento del governatore della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, e del direttore generale del centro, Vitaliano De Salazar. Spetterà così a Giuseppe Novelli, genetista e rettore di Tor Vergata, a presiedere la commissione d’indagine e a far luce sull’accaduto Un’équipe di periti guidata da Novelli stabilirà anche se i due gemelli sono parzialmente o meno compatibili tra loro.

“Voglio esprimere – dichiara in una nota Nicola Zingaretti – la massima fiducia nell’operato dell’autorevole commissione dei cinque esperti che la Asl ha insediato per chiarire a livello scientifico e senza ombra di dubbio quanto sarebbe avvenuto nell’ospedale Sandro Pertini. È chiaro che, nel valutare gli esiti della commissione con la massima attenzione, andremo fino in fondo per essere vicini alla famiglia coinvolta e colpendo senza indugio qualsiasi errore o mancanza dovesse emergere dall’indagine, per ridare serenità agli operatori e a tutti i cittadini che si rivolgono all’ospedale Pertini”.

E’ stata inoltre avviata un’ispezione da parte del Ministero della Salute attraverso il Centro Nazionale Trapianti per verificare le procedure eseguite. Il ministro Beatrice Lorenzin vuole “verificare il percorso seguito dal centro, il rispetto delle procedure previste dalle leggi e le ragioni per le quali non ne sia stata data tempestiva informazione all’autorità centrale”. “Le normative nazionali – prosegue Lorenzin – che attuano le direttive europee nel settore cellule e tessuti specifiche per la fecondazione assistita sono molto rigorose: le procedure indicate nelle norme, se applicate correttamente, garantiscono la tracciabilità di tutto il materiale biologico nel percorso di fecondazione assistita”

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