

Alla Sapienza e a Tor Vergata le iscrizioni dimezzano o quasi rispetto al debutto della riforma Bernini
L’entusiasmo della novità si è spento in fretta davanti ai mattoni della chimica organica e della fisica medica.
Passata la sbornia del primo anno — quando l’abolizione dei test a risposta multipla promossa dalla ministra Anna Maria Bernini aveva scatenato un’assalto di massa alle facoltà — il nuovo meccanismo d’accesso a Medicina rivela il suo vero volto: meno illusioni, più selezione preventiva.
La prospettiva di giocarsi il futuro in una sola tornata d’esami a novembre comincia a fare paura, e la corsa alle immatricolazioni registra una brusca frenata proprio nei due principali atenei della Capitale.
A La Sapienza, la cittadella universitaria più grande d’Italia, le domande si fermano a quota 4.300. Il totale sfiora le 5mila unità (per 1.918 posti disponibili) solo conteggiando i 700 ragazzi che hanno preferito frequentare le lezioni fuori sede per poi tentare la scalata alla graduatoria capitolina.
Numeri comunque ben lontani dal picco dello scorso anno accademico, quando a stiparsi nei corridoi erano in quasi 6mila.
Ancora più drastico il ridimensionamento a Tor Vergata: dove dodici mesi fa ci si contendeva il banco in 2.100, quest’anno a contendersi i 580 posti messi a bando sono rimasti poco più di mille aspiranti camici bianchi. Meno della metà.

Al Ministero dell’Università e della Ricerca respingono ogni accusa di fallimento e parlano di un fisiologico processo di decantazione.
Al debutto del sistema, ragionano via Trastevere, l’assenza della barriera d’ingresso preventiva aveva attirato una sterminata platea di curiosi e “ritardatari della vocazione” — inclusa una nutrita pattuglia di over 40 rimasti tagliati fuori negli anni precedenti dai vecchi test — decisi a mettersi alla prova per sfida personale.
Ora che le regole del gioco sono chiare e il carico di studio delle tre materie scoglio (Chimica e propedeutica biochimica, Fisica e Biologia) è noto a tutti, le iscrizioni si sono stabilizzate, ripulendo la platea dai candidati improvvisati.
Il calo di presenze consentirà quantomeno di evitare le scene di caos logistico dell’autunno passato:
I disservizi dello scorso anno: Alla Sapienza la calca iniziale aveva provocato il blackout dei server d’ateneo e la ricerca disperata di una sedia tra le aule strapiene; a Tor Vergata il portale di prenotazione dei posti era andato letteralmente in tilt dopo pochi minuti dall’apertura.
Le nuove dotazioni a Tor Vergata: Per farsi trovare pronta all’appuntamento di settembre, Tor Vergata ha appena inaugurato un padiglione con cinque aule ad alta tecnologia (420 posti aggiuntivi), equipaggiate con schermi sospesi e collegamenti in fibra con le sale operatorie del Policlinico per seguire gli interventi in diretta.
La prova del nove arriverà a novembre, quando la graduatoria nazionale dirà chi ha superato il setaccio e chi dovrà riporre lo stetoscopio nel cassetto.
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