Sapori Colti. Passaggi tra osterie, ristoranti e trattorie di Roma

Al Complesso del Vittoriano in mostra la tradizione culinaria, artistica e letteraria di una Roma insolita in un vertiginoso Novecento
di Patrizia Miracco - 21 Ottobre 2009

1. Keith Haring, senza titolo, s.d., Ristorante Antica Pesa. 2. Disegno di Juliette Binoche, s.d., libro ospiti, Ristorante Due Ladroni.3. Disegno di Dario Fo, 30 marzo 1980, libro ospiti, Ristorante Colline Emiliane. 4. Disegno con dedica di George Clooney, s.d., libro ospiti, Ristorante Il Bolognese.

“Sapori Colti. Passaggi tra osterie, ristoranti e trattorie di Roma” è un itinerario nella storia dei ristoranti romani e dei loro avventori. Questa raccolta delle tracce di personaggi illustri lasciate nelle osterie, taverne e ristoranti sono esposti nel Salone Centrale del Complesso del Vittoriano e rivelano una Roma insolita e accattivante.

Notevole per gli organizzatori è stata la scoperta di luoghi ricchi di vere e proprie opere d’arte, fotografie, rime, disegni, schizzi che parlano di storia, di cultura e società. Personaggi come Fellini, Trilussa, Montanelli, Aldo Fabrizi… Michelangelo Antognoni lasciano traccia di se’ attraverso semplici disegni su tovaglioli e rivelano con naturalezza i loro gusti a tavola, le loro manie o meglio le loro debolezze.

All’entrata introduce una scritta di Umberto Saba: “L’osteria nella quale prendo i miei pasti è uno dei luoghi nei quali amo l’Italia. Entrano cani festosi, che nessuno sa di chi sono, bambini nudi con in mano un fiasco impagliato. Mangio, solo come il Papa, non parlo a nessuno, e mi diverto come a teatro”, e l’esposizione offre oltre 500 pezzi tra documenti inediti, fotografie, appunti, dipinti e pensieri lasciati da artisti e uomini di cultura e potere.

“L’idea – spiega Paolo di Giannantonio, curatore della mostra con Alessandro Nicosia – mi è venuta un po’ per volta, a cominciare dalla sera di una decina di anni fa, quando in una nota pizzeria chiesero a me, giornalista televisivo, di scrivere un pensiero a ricordo del mio passaggio, su una paletta di legno di quelle utilizzate, appunto, per servire le pizze a tavola. Mi chiesi come si erano comportati coloro che mi avevano preceduto. E andai a vedere. Anzi ad osservare: c’erano anche pensieri e disegni gustosi, stimolanti, divertenti”.

“Ciò che mangiamo e beviamo, così come i ristoranti e le taverne che frequentiamo – considera Pietro Marrazzo, Presidente della Regione Lazio, che ha promosso l’iniziativa – raccontano moltissimo della nostra storia: sono anzi una vera e propria carta di identità per una comunità, il suo primo e più immediato mezzo di comunicazione con l’esterno… L’idea originale che ispira la mostra e il volume è quella di svelare l’intreccio che c’è stato a Roma tra tradizione culinaria, artistica e letteraria durante un secolo vertiginoso come il Novecento”.

La mostra è presente nel Salone Centrale del Vittoriano dal 21 ottobre al 15 dicembre. L’ingresso è libero, dal lunedì al giovedì 9.30 – 19.30; venerdì e sabato 9.30 – 23.30; domenica 9.30 – 20.30. Info 06/6780664


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