Scavi a Roma sotto la Casa del Jazz, si cercano i resti del giudice Adinolfi scomparso nel 1994

La decisione presa dal Comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica in prefettura

Un cold case che dura da quasi tre decenni potrebbe finalmente registrare una svolta. In questi minuti, cani molecolari e investigatori stanno ispezionando la Casa del Jazz di viale di Porta Ardeatina, alla ricerca di possibili resti del magistrato Paolo Adinolfi, scomparso misteriosamente il 2 luglio 1994.

La struttura polifunzionale è nata su un bene confiscato a Enrico Nicoletti, storico cassiere della Banda della Magliana.

La decisione di avviare le ricerche è stata presa dal Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica su indicazione della Prefettura, in seguito a una richiesta dell’ex giudice Guglielmo Muntoni.

Sul posto operano polizia, carabinieri e guardia di finanza, coordinati dalle autorità locali.

Adinolfi, all’epoca giudice della quarta sezione Civile della Corte d’Appello, aveva alle spalle dieci anni di esperienza nella Fallimentare della Procura di Roma, un ufficio noto come il “porto delle nebbie” per i casi complessi e legati a personaggi della criminalità organizzata.

Tra le piste investigative seguite negli anni c’era proprio quella legata alla Magliana e alla bancarotta della società Fiscom, con presunti collegamenti a Nicoletti.

Altre ipotesi hanno parlato di malore, perdita di memoria o rapimento legato a procedimenti giudiziari delicati.

Il 2 luglio 1994, Adinolfi uscì di casa promettendo di tornare a pranzo. La mattina raggiunse la biblioteca del Tribunale Civile e lo sportello bancario interno per un trasferimento di 500 mila lire alla moglie.

Poi, secondo le ricostruzioni, si recò a un ufficio postale del Villaggio Olimpico e, infine, avrebbe preso un autobus per raggiungere l’abitazione della madre ai Parioli.

Nella sua cassetta postale furono trovate le chiavi di casa e dell’auto, ma il magistrato non fece più ritorno.

Negli anni sono emerse testimonianze contrastanti: alcuni testimoni avrebbero avvistato Adinolfi su un altro autobus in direzione della stazione Termini e dell’area sud della città.

Oggi, dopo 29 anni di misteri e piste inconcludenti, l’ispezione alla Casa del Jazz potrebbe finalmente portare nuove risposte su uno dei più enigmatici casi della cronaca giudiziaria romana.


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