

La mobilitazione coinvolge tutte le categorie, pubbliche e private, con l'adesione di sigle come Usi, Clap, Slai Cobas, Usb e lo sciopero nazionale della Flc Cgil
Sarà un inizio di settimana in salita per genitori e studenti. Lo sciopero generale proclamato per lunedì 9 marzo minaccia di paralizzare l’intero comparto istruzione.
L’avviso del Ministero dell’Istruzione e del Merito parla chiaro: la mobilitazione coinvolge tutte le categorie, pubbliche e private, con l’adesione di sigle come Usi, Clap, Slai Cobas, Usb e lo sciopero nazionale della Flc Cgil.
Molti istituti hanno già avvertito le famiglie: l’attività didattica non è garantita e il rischio di dover riportare i figli a casa la mattina stessa è altissimo.
La mobilitazione scatta all’indomani della Giornata Internazionale della Donna. Non una celebrazione di rito, ma una presa di posizione politica netta.
«Vogliamo riaffermare il diritto all’autodeterminazione davanti alla recrudescenza di una cultura maschilista e patriarcale», spiega la Flc Cgil in una nota, sottolineando come la discriminazione si traduca troppo spesso in violenza.
A dare la spinta decisiva è stato il movimento “Non Una Di Meno”, che ha lanciato la sfida dello “sciopero globale transfemminista”.
Un blocco che non riguarda solo il lavoro produttivo in ufficio o in fabbrica, ma anche quello “riproduttivo” di cura e domestico, oltre al consumo.
Il preambolo dello sciopero sarà la grande manifestazione di domenica 8 marzo.
Il concentramento è fissato per le ore 17:00 a piazzale Ugo La Malfa (Circo Massimo), da dove il corteo sfilerà nel cuore di Roma per concludersi a piazza Vittorio Emanuele II.
«Fermiamo la guerra, non vogliamo essere né vittime né complici», è il messaggio che risuonerà tra le rovine imperiali.
Ma la tensione nelle scuole e nelle università romane non si esaurirà lunedì. Il mondo studentesco è già in fermento per l’appuntamento successivo: sabato 14 marzo.
I collettivi Osa e Cambiare Rotta hanno infatti lanciato il “No Meloni Day”, una giornata di mobilitazione nazionale contro le politiche dell’esecutivo che promette di riportare migliaia di giovani nelle strade della Capitale.
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