Scontri al corteo di sabato a Roma

Guerriglia a Porta Pia. Manifestanti accampati con tendopoli fino a martedì
Redazione - 21 Ottobre 2013

Non è stata la guerra promessa dalle scritte comparse i giorni scorsi sui muri di Roma ma gli scontri al corteo di sabato pomeriggio ci sono stati e hanno comunque creato tensioni e feriti in città.

Il corteo guidato dai Movimenti per la casa e No tav è partito intorno alle 15, con oltre un’ora di ritardo, da piazza San Giovanni per arrivare attorno alle 19 a Porta Pia. Secondo gli organizzatori 70.000 le adesioni dei manifestanti. “E’ stata la più grande manifestazione degli ultimi anni – ha detto il sindacalista Giorgio Cremaschi- una vera manifestazione di popolo con tantissimi giovani”.

Tensioni di fronte sede Casapound

Tensioni di fronte sede Casapound

I primi attimi di tensioni si sono verificati intorno alle 17 di fronte la sede degli attivisti di destra di Casapound che indossavano caschi e mazze. Il corteo incitava la Polizia a farli rientrare.

Ma l’atmosfera si è infuocata realmente dopo le 17.30 quando dal corteo sono spuntati alcuni incappucciati che hanno lanciato bombe carta, sanpietrini e fumogeni contro i blindati della Gdf schierati davanti il ministero dell’Economia. Quindici i fermati dalle forze dell’ordine e numeroso il materiale sequestrato. Otto gli agenti feriti in modo lieve.

artificieri

Artificieri al lavoro

La vera guerriglia però esplode a Porta Pia dove prosegue l’azione degli incappucciati. Una vetrina della finale Unicredit viene distrutta e il fuoco viene appiccato nei cassonetti in vari punti della zona. Diversi ordigni inesplosi vengono rinvenuti, uno di fronte la sede della Croce Rossa, altri nei pressi dei Ministeri.

E mentre la sera cala sulla capitale e la manifestazione si appresta al suo epilogo alcuni manifestanti si accampano con le tende a Porta Pia lanciando un chiaro messaggio di continuità rispetto alla protesta. “Rimarremo qui fino a martedì – fanno sapere – finchè almeno una delegazione dei movimenti non sarà ricevuta dal ministro delle Infrastrutture, Maurizio Lupi”.

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