

A seguito della scoperta, il Questore di Roma ha emesso un decreto di cessazione immediata dell’attività abusiva, con l’ulteriore sospensione per 10 giorni delle licenze
Un’insolita operazione per aggirare le normative è stata smascherata dalla Polizia di Stato nei dintorni della Stazione Termini, una zona strategica per i pellegrini giunti nella Capitale in occasione dell’Anno Giubilare.
Due affittacamere e una casa vacanze erano state unite di fatto in un unico albergo diffuso, gestito senza alcuna autorizzazione e in violazione delle norme di pubblica sicurezza.
L’ingegnoso stratagemma, orchestrato da un cittadino bengalese, prevedeva la fusione delle tre strutture per trasformarle in un’unica attività ricettiva.
Una soluzione pericolosa e severamente vietata dal Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza, come sottolineano gli investigatori.

L’operazione è stata condotta dagli agenti della Divisione Amministrativa della Questura di Roma, che dopo giorni di accertamenti hanno scoperto l’escamotage.
La mancanza di autorizzazioni non è solo una violazione amministrativa, ma comporta anche seri rischi per la sicurezza pubblica, favorendo condizioni che possono sfociare in situazioni di clandestinità.
A seguito della scoperta, il Questore di Roma ha emesso un decreto di cessazione immediata dell’attività abusiva, con l’ulteriore sospensione per 10 giorni delle licenze relative alle tre strutture coinvolte.
Gli agenti hanno provveduto a notificare il provvedimento e a mettere i sigilli, ponendo fine al sistema illecito.
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