Scritte di morte sui muri della scuola di via Rugantino: nel mirino il minisindaco Laddaga

Scontro totale sulla "strada scolastica" pedonale. Solidarietà dal sindaco: «Nessun passo indietro sulla sicurezza dei bambini»

Il clima intorno ai progetti di pedonalizzazione e sicurezza stradale davanti ai plessi scolastici della Capitale tocca il punto di massima tensione, uscendo dai binari del confronto civile per sfociare nell’intimidazione aperta.

Nella notte tra il 28 e il 29 maggio, i muri perimetrali dell’istituto comprensivo “Montinaro”, in via Rugantino, nel cuore del Municipio VII, sono stati imbrattati con gravi scritte minacciose.

L’episodio ha destato profondo sconcerto tra le famiglie e il corpo docente, trasformando un presidio educativo in uno scenario d’allarme istituzionale.

I messaggi, tracciati con vernice spray, contengono esplicite minacce di morte indirizzate al presidente del Municipio VII Laddaga, all’assessore municipale alle Politiche scolastiche e alla presidente del Comitato dei genitori dell’istituto.

I tre esponenti sono da mesi in prima linea nella promozione e nella difesa della “strada scolastica” istituita proprio nella via, un provvedimento urbanistico mirato a vietare il transito e la sosta dei veicoli negli orari di ingresso e uscita degli alunni.

La guerra della pedonalizzazione nel Municipio VII

La chiusura al traffico di via Rugantino ha spaccato fin dall’inizio il tessuto sociale del quartiere. Da un lato si è schierata la comunità scolastica, supportata dalla giunta municipale, per tutelare l’incolumità dei minori dai rischi del traffico; dall’altro, una frangia di residenti e automobilisti contrari alle deviazioni viarie ha manifestato nel tempo un forte dissenso, sfociato talvolta in proteste e piccoli atti di danneggiamento degli arredi urbani.

Il salto di qualità registrato con le ultime scritte ha fatto scattare l’immediata segnalazione alle forze dell’ordine. Gli investigatori hanno avviato i rilievi e stanno acquisendo le immagini delle telecamere di sorveglianza della zona per identificare i responsabili del raid.

Gli amministratori locali hanno espresso sdegno per la scelta di colpire il perimetro di una scuola elementare e media, un luogo che dovrebbe essere preservato da ogni forma di violenza verbale.

Il Campidoglio fa quadrato: «Avanti con i progetti»

Nonostante la gravità delle minacce, la linea di Palazzo Senatorio e del parlamentino locale resta improntata alla massima fermezza.

Dal Municipio è stato ribadito che l’istituzione della strada scolastica non verrà revocata, trattandosi di un intervento strutturale richiesto dalla cittadinanza attraverso lunghi percorsi di partecipazione pubblica e finalizzato alla salvaguardia dei pedoni più vulnerabili.

Sulla vicenda è intervenuto anche il sindaco di Roma, esprimendo la massima vicinanza ai rappresentanti municipali e alla portavoce dei genitori.

Il primo cittadino ha definito intollerabile l’accaduto, confermando il pieno sostegno della giunta capitolina alle politiche di mobilità sostenibile a ridosso delle scuole.

Anche dalla Regione Lazio è giunto un coro di condanne bipartisan, sottolineando come la dialettica politica non possa mai travalicare i confini della legalità.

Nel quartiere resta la preoccupazione di docenti e famiglie, che chiedono un rapido ripristino del decoro dei muri e, soprattutto, il ritorno a un clima di serenità per i bambini che frequentano l’istituto.

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