Sculture dalle Collezioni Santarelli e Zeri

Meravigliose sculture del mondo antico e moderno in esposizione a Palazzo Sciarra a Roma dal 24 maggio al 1 luglio 2012
di Serenella Napolitano - 25 Maggio 2012

Come ultimo degli importanti appuntamenti organizzati in occasione della mostra ‘Sculture dalle collezioni Santarelli e Zeri’, il Museo Fondazione Roma, Palazzo Sciarra, fino al 1 luglio, la Fondazione Roma ha proposto, ieri, 24 maggio a Palazzo Sciarra la conferenza Collezione Santarelli. Una raccolta di scultura lapidea e marmi antichi colorati provenienti dalle cave di tutte le province dell’Impero Romano, a cura di Dario Del Bufalo e Folco Quilici.
Il tema discusso verterà sul collezionismo del XX Secolo, orientato maggiormente a raccogliere sculture di sola materia lapidea, essendo questo il filo conduttore della raccolta della Fondazione Santarelli. Si discuterà anche dei marmi colorati del Mediterraneo e del loro trasporto verso la Roma Imperiale.
Dopo il successo della grande mostra sull’icona dell’arte americana del XX Secolo Georgia O’Keeffe, la Fondazione Roma offre al pubblico un’inedita esposizione intitolata Sculture dalle Collezioni Santarelli e Zeri, dedicata a due grandi esponenti del collezionismo italiano, Federico Zeri, celeberrimo critico d’arte, e la famiglia Santarelli.

Una delle missioni della Fondazione Roma è proprio di rendere accessibile al grande pubblico anche l’arte “nascosta” e quindi le opere di straordinaria bellezza e di impossibile fruizione conservate nelle raccolte private.
Entrambe le collezioni, pur non incrociando mai le proprie strade, contengono opere glittiche e sculture dall’Età Imperiale sino al ‘700, con un particolare interesse per la storia di Roma. La Città Eterna è il filo conduttore che ha ispirato le due raccolte, le cui scelte – singolarmente affini per alcuni aspetti e divergenti per altri – sono il motivo di questa esposizione.

“Questa esposizione rappresenta dunque un ulteriore omaggio alla Città Eterna e a chi, con un importante lavoro di ricerca, ne conserva la memoria.”ha affermato il Presidente della Fondazione,

La mostra presenta in prevalenza statue, grandi frammenti lapidei e bassorilievi dall’antichità all’epoca barocca. Le opere, in gran parte accessibili per la prima volta al pubblico in questa occasione, rappresentano gli interessi sulla scultura di Federico Zeri, che il critico accumulò nell’arco della sua vita, senza mai disporre di grandi mezzi economici – come egli stesso raccontava – ma seguendo la propria curiosità e ricercando sempre la qualità, assistito da un’eccezionale competenza tecnica e da una notevole dimestichezza nel commercio dell’arte. Insieme a questa collezione, presenti le magnifiche opere della Fondazione Santarelli istituita dai figli nel ricordo dei genitori Dino ed Ernesta Santarelli.

Il nucleo fondativo di quest’ultima raccolta e le aggiunte successive evidenziano un’intelligente linea strategica indirizzata su una produzione artistica fino a pochi anni fa assai sottostimata. La cospicua quantità di pezzi va dai reperti archeologici sino al ‘700, con un particolare interesse rivolto ai marmi colorati e alla storia di Roma.

Per la mostra è stato selezionato un nucleo straordinario di oltre 90 opere tra statue, reperti archeologici e ritratti provenienti dalle due Collezioni private e da importanti istituzioni museali, quali l’Accademia di Francia a Roma – Villa Medici, l’Accademia Carrara di Bergamo e i Musei Vaticani.

Per introdurre il visitatore nel clima suggestivo della mostra sono esposti capolavori come il Ritratto femminile e la Testa di satiro, entrambe di ambito romano appartenenti al I Secolo d.C. Reperti dell’antichità quali la Ulpia Felicitas, busto femminile di Età tardo-repubblicana, e la Cerere del II-III secolo d.C., provenienti dalla Collezione Santarelli, dialogano con le sculture Allegoria della Virtù vittoriosa sul Vizio e Andromeda (XVI-XVII sec.) di Pietro Bernini, entrambe appartenenti alla collezione Zeri e provenienti dall’Accademia Carrara di Bergamo.

La ricchezza artistica delle due collezioni è documentata ancora dal Busto di Papa Paolo V Borghese (XVI sec.) di Nicolas Cordier e dal Busto del Cardinale Marzio Ginetti (1673) in marmo e porfido di Alessandro Rondone.
Novità assoluta è l’illuminazione di alcuni pezzi, dinamica, proveniente da punti differenti. Si potranno così apprezzare meglio la qualità dei materiali e le tecniche scultoree delle superfici, nonché i volumi in gioco.

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Per facilitare il passaggio tra le varie epoche e dare un maggiore visione complessiava la mostra è stata divisa in tre sezioni: la prima riguarda la Statuaria e frammenti maggiori; la seconda sezione riguarda le Sculture piccole e campionari di marmi. Sono qui raccolti manufatti scolpiti dalle dimensioni contenute, come la dolcissima Testa di fanciullo di ambito romano del ‘500, abbinati a marmi colorati e a mattonelle lapidee; infine nella terza sezione sono esposti i ritratti.


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