Segnali di vita dal MACRO

Inaugurato un ciclo di nuove mostre dal 29 novembre al 9 marzo 2014
Alessandra De Salvo - 5 Dicembre 2013

Il MACRO, museo d’arte contemporanea di Roma, inaugura la sua stagione autunnale con le mostre di Giulio Paolini, Jorinde Voigt e i progetti di quattro artisti in residenza: Hilla Ben Ari, Riccardo Beretta, Jacopo Miliani, Sahej Rahal.

Contemplator enim, 1992, di Giulio Paolini

Contemplator enim, 1992, di Giulio Paolini

Durante la movimentata conferenza stampa svoltasi nella mattinata di giovedì 29 novembre, Giovanna Alberta Campitelli, Dirigente della Sovrintenza capitolina (U.O. Ville e Parchi Storici) e attuale direttrice ad interim del museo, ha orgogliosamente rimarcato che il MACRO, nonostante le voci di crisi e le problematiche amministrative, c’è, ha una sua programmazione e vitalità. La Dottoressa Campitelli ha poi auspicato che “la situazione del Macro venga risolta al più presto possibile con la nomina di un direttore stabile che abbia le competenze per dirigere questa macchina meravigliosa, vero fiore all’occhiello della nostra città”.

Giulio Paolini spiega la sua Big Bang, 1997-8

Giulio Paolini spiega la sua Big Bang, 1997-8

Bartolomeo Pietromarchi, ex direttore del Macro e curatore della mostra Essere o non essere di Giulio Paolini, durante la conferenza stampa di presentazione ha sottolineato che “questa tornata di mostre fa parte dei progetti avviati e portati avanti dall’amministrazione precedente e, in qualche modo, continua una riflessione sull’attualità dell’artista ed il suo essere nel mondo”. Secondo Pietromarchi la mostra di Giulio Paolini, composta da 14 opere datate dal 1987 al 2013, e dedicata al rapporto tra l’autore a la sua opera, “è una mostra estremamente intensa, quasi una partitura musicale che inizia con un adagio e va in crescendo fino all’ultima sala, nella quale esplode in tutta la sua complessità ed intensità”.

“L’autore che credeva di esistere (sipario: buio in sala)”, 2013, opera realizzata appositamente per il MACRO, è per Giulio Paolini “un’allegoria del luogo di lavoro dell’artista che però è scomparso”. La sedia è rovesciata, come a rappresentare una frettolosa fuga, la scrivania è invasa da una valanga di fogli, che l’artista definisce “un terremoto cartaceo”, mentre sulla parete di fronte, coperta di quadri del tutto privi di segni e colori, viene proiettato “un garbuglio grafico, una sorta di scarabocchio che, solo a tratti, diventa leggibile”, in cui si fonde il disegno del luogo di lavoro e della sala del museo in cui esso è esposto.

Jorinde Voigt

Jorinde Voigt

Superpassion è il titolo della prima personale di Jorinde Voigt all’interno di un’istituzione italiana. Il lavoro appare come trasposizione su carta di un capitolo del libro “Amore come passione” di Niklas Luhmann. La giovane artista tedesca presenta al Macro un’unica installazione composta da 16 disegni inediti, grandi mappe concettuali in cui vengono analizzati i vari passaggi della comunicazione emotiva tra le persone che si configurano come grandi partiture rappresentanti l’evoluzione dei sentimenti e delle relazioni tra esseri umani.

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I quattro artisti in residenza, Hilla Ben Ari, Riccardo Beretta, Jacopo Miliani, Sahej Rahal, presentano i propri lavori e progetti ideati e realizzati all’interno del museo a partire da agosto 2013.

MACRO
Via Nizza 138
Orari di apertura: 11.00 – 19.00 da martedì a domenica; 11.00-22.00 sabato (la biglietteria chiude un’ora prima)
www.museomacro.org


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