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“Segno e materia” in mostra a Palazzo Chigi di Formello

Con opere di Angelo Aligia, Tommaso Cascella, Marco Ferri, Pietro Perrone, Giulio Talarico, a cura di Andrea Romoli Barberini

A partire da Sabato 1 febbraio fino a martedì 15 febbraio 2025, la Sala Orsini di Palazzo Chigi a Formello farà da cornice alla mostra Segno e materia con opere di Angelo Aligia, Tommaso Cascella, Marco Ferri, Pietro Perrone e Giulio Telarico.

L’evento espositivo, curato da Andrea Romoli Barberini, rientra nelle iniziative in cartellone della rassegna Incisione e… 2025, del Centro per l’Incisione e la Grafica d’Arte del Comune di Formello diretto da Vinicio Prizia. 

Ingresso gratuito.

Orario: mattina 10.30- 13.00; pomeriggio dalle 15.30 – 18.00. Mercoledì chiuso

Per informazioni tel. 06 901 94 602 – 06 901 94 270

TOMMASO CASCELLA

La mostra presenta circa 30 opere, di diverse tecniche e formati, rappresentative delle ricerche svolte dagli artisti in oggetto dal 2020 a oggi. La mostra è supportata da un catalogo (edizioni Cervo Volante) con testo di presentazione del curatore e foto a colori delle opere esposte.

Se informale vuol dire sostanzialmente dipingere senza forma, cioè senza avere già l’opera in mente, ma improvvisando sull’onda delle emozioni con spontaneità e senza allusioni a figure riconoscibili, senza prospettiva né geometria; allora i colori ed i materiali rimarranno e sono i veri protagonisti sulla tela.

ANGELO ALIGIA

L’arte Informale è stata una corrente artistico-pittorica della fine degli anni quaranta del Novecento. Un movimento artistico internazionale, a tratti globale, che si è imposto come reazione all’immediato scoppio della Grande guerra.

Lo sviluppo verso i Paesi vincitori ha portato allo spostamento del centro internazionale propulsivo dell’Arte, dall’Europa agli Stati Uniti, da Parigi a New York.

Così la corrente dell’Informale europea nata in linea con l’Espressionismo astratto americano si evolve in varie correnti e potremmo distinguerne diverse anime: gestuale, cromatico, spaziale, figurativo, senza tuttavia poter completamente chiuderne i confini.

MARCO FERRI

Il termine “Informale” venne invece coniato nel 1951 dallo studioso e critico francese Michel Tapié, prevalendo in virtù della sua forza generativa. Grazie alle sue assonanze con le coeve correnti filosofiche di esistenzialismo e fenomenologia, trovò ragion d’essere anche in Giappone.

Così segno e materia rappresentano, in questa mostra, dei confini ideali entro i quali si possono collocare, pur nell’evidente diversità dei rispettivi esiti, le ricerche di cinque artisti, Angelo Aligia, Tommaso Cascella, Marco Ferri, Pietro Perrone e Giulio Telarico, da anni impegnati in sperimentazioni che chiamano in causa pittura e scultura e che vivono la stagione della piena maturità.

PIETRO PERRONE

Già ampiamente utilizzati nel lessico della letteratura artistica, i termini “segno” e “materia”, a partire dagli anni Quaranta del secolo scorso, hanno iniziato a rappresentare qualcosa di legato sostanzialmente a queste due fondamentali coordinate, sostanzialmente riconducibili, non senza eccezioni, ad una particolare declinazione della pittura aniconica, altra e distante, anche nei suoi presupposti.

GIULIO TELARICO

Dalle pionieristiche esperienze dei primi decenni del Novecento quindi queste coordinate rimarranno fondamentali per identificare orientamenti e caratteristiche formali di quell’ampio, complesso e variegato contesto dell’arte che, con Michel Tapiè, troverà dai primi anni Cinquanta, la sua più efficace definizione critica. 

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