

Il bevi e fuggi a Roma tra locali e alcool
"Pub Crawl: entra, siediti, bevi…. e rialzati, ci sono ancora tanti pub da visitare!" Questo lo slogan del nuovo fenomeno che dilaga tra i giovani italiani e stranieri in visita nella capitale. Una moda di origine anglosassone, trapiantata in Europa per incrementare la presenza di turismo giovanile, presentando ai ragazzi una parte della città ancora sconosciuta e promuovendo un nuovo modo di socializzazione favorito dal totale abbandono dei freni inibitori con l’assunzione di ingenti quantità di alcool.
L’evento gode di una forte sponsorizzazione su siti internet dedicati ai giovanissimi ed all’interno degli ostelli romani più frequentati, attraverso l’istigazione all’uso di alcolici da parte di minorenni con prezzi scontati e consumazioni omaggio nel corso della folle serata.
Le serate iniziano in genere dalle ore 20.00/21.00 e terminano alle 2.00 di notte arrivando a visitare da un minimo di 3 ad un massimo 18 pub.
Il pub crawl si divide in due tipi: quello "improvvisato" che vede un gruppo di ospiti provenienti da un ostello, con un dipendente della struttura a fargli da guida, effettuare in maniera informale la gita per pub. Mentre il più in voga è quello organizzato, dove si paga una quota fissa prima del tour e viene assegnato un pass identificativo, per seguire il gruppo durante la serata.
Questa nuova frontiera dello sballo giovanile è finita sotto inchiesta degli agenti della Polizia Amministrativa della Questura, che nelle ultime settimane stanno osservando lo svolgimento di queste azioni.
L’indagine, guidata dal Dr. Edoardo Calabria, ha già visto la sospensione di due licenze con provvedimento del Questore di Roma per due locali notturni della capitale, situati uno in via dei Serpenti ed uno nei pressi di Castel Sant’Angelo. Mentre sei le persone denunciate in stato di libertà che fanno parte dell’organizzazione delle serate e che gestiscono le attività commerciali che promuovono e ospitano il pub crawl.
Nonostante un’ordinanza del Sindaco Alemanno che vieta qualsiasi evento riconducile al pub crawl datata 25 maggio 2010, gli uomini della Questura attraverso servizi di osservazione, pedinamenti e monitoraggio di siti internet hanno scoperto che il fenomeno gode ancora di buona salute.
Anche nei giorni feriali gruppi di giovani si danno appuntamento nelle maggiori piazze della capitale, la più frequentata è piazza di Spagna, per versare la quota di 25 euro a persona e partire per il "tour alcolico".
Capitanati da una ragazzo che indossa una maglia nera con scritta dorata, si inizia con le varie tappe del "giro alcolico". Al termine della serata i clienti, visibilmente sbronzi, vengono diretti in altri locali i cui gestori consentono l’ingresso gratuito e consumazione libera di un così detto "shortino", a fonte comunque della consumazione obbligatoria di un’altra bevanda alcolica.
Per deviare i controlli delle forze dell’ordine sul sito www.pubcrawlrome.com, in lingua italiana veniva riportata la scritta "dal 25 maggio 2010, il così detto "pub crawl" a Roma non esiste più… Queste sono le nuove ordinanze comunali e noi ci adattiamo e le rispettiamo! Ci vediamo dopo il 31 dicembre, 2010!", richiamando lo stop per l’attuazione dell’ordinanza comunale.
Sulla versione in lingua inglese del portale, invece, non veniva fatto alcun riferimento al divieto, anzi proseguono la promozione del pub crawl.
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