Serena Lugli, ovvero l’Arte e la Poesia sono necessarie

“Comunque volare”, una ricerca artistica che dà il coraggio e la voglia di pensare
Carla Guidi - 6 Ottobre 2019

Il 9 ottobre 2019 alle ore 17.00 inaugura, presso la Galleria “Il Laboratorio” (via del Moro 49, Roma) – la mostra di Serena Lugli “Comunque volare”, a cura di Roberta Melasecca. La mostra sarà visibile fino al 16 ottobre 2019.

La prima constatazione è che dell’Arte (e della Poesia) non ne possiamo fare a meno, anzi, sembrano essere ancora più necessarie proprio per la loro capacità di simbolizzare l’indicibile, in un mondo dove le informazioni, in particolare le immagini, sono sempre più pervasive e soggette all’accelerazione temporale di un bombardamento estraniante, soprattutto attraverso i media digitali, che vanno a modificare non solo la percezione, ma anche la capacità attentiva, indebolendo e frantumando il pensiero progettuale e la memoria. Noi cerchiamo adesso di recuperare una memoria che non sia solo accumulo di informazioni, ma che includa ancora la capacità di programmare ed organizzare il pensiero profondo anche in una società complessa come la nostra, senza essere prigionieri del presente e nonostante l’algoritmo digitale programmi le nostre scelte, utilizzando quello che rimane dei nostri desideri.

In questa situazione gli artisti (ed i poeti) possono creare per noi un ordine simbolico che segua soprattutto le emozioni e le sensazioni, integrandole col pensiero razionale, in una forma accettabile e come mezzo di scambio tra gli umani, ancora in collegamento empatico tra loro. Così fa anche Serena Lugli, con coraggio e poesia.

Stormi di uccelli sorvolano ed in qualche modo bonificano ed abbelliscono le brutture dei nostri resti nelle sue poetiche immagini … gabbie e superfici coperte di pubblicità che si decompone, vengono visitate da sagome leggere e fluttuanti che alludono ad altri mondi e ad altri modi di pensare.

Anche realmente accumuli di rifiuti vengono visitati dai gabbiani, anche nelle vie e nei cassonetti, mentre altri uccelli si sono integrati stabilmente nelle nostre città, nascosti nei tetti e negli anfratti architettonici, tra le fronde degli alberi superstiti. Il loro canto, ma anche la loro semplice presenza rumorosa, ci ricorda (nonostante tutto) la nostra parentela con quella Natura che abbiamo tradito e sentiamo con nostalgico affetto, di aver quasi perduto.

Come scrive la curatrice Roberta Melasecca: “Nelle opere di Serena appaiono immagini di una collettività in preda alla frenesia del consumo e dello smaltimento del rifiuto, di luoghi chiusi ed impenetrabili, di costrizioni di vite, di giorni che si susseguono identici, in una folle ripetizione di forme e gesti che, nel gioco mnemonico, cambiano e mutano come insinuanti camaleonti. L’artista, nel tratteggiare paesaggi inevitabili, si accorge tuttavia di credere e sperimentare, come risposta e superamento dell’evidenza della liquidità, nuovi strumenti, misteriosi, non spiegabili: materializza simboli di una determinata/indeterminata poesia come definita da Andrea Emo nel Quaderno 256 del 1963 all’interno del volume – La voce incomparabile del silenzio. -“Vive in ognuno di noi una determinata, o meglio una indeterminata poesia, che pochi riescono ad esprimere, ma che è un sentimento o meglio un’attualità assolutamente diversa, infinitamente nota, e infinitamente ignota, immediatamente presente e inaccessibile, una poesia che porta il nostro nome e che è l’evidenza stessa dell’altro, il puro altro da noi.” –

 

“(…) Anche Serena Lugli, nella sua ultima ricerca artistica, cattura fotografie del presente e narra di mondi evidenti e reali. Racconta di strade, luoghi e ambiti di dimenticanze, storie semplici che riconosciamo passando e transitando nei percorsi della vita quotidiana. Serena illustra la società dell’eccesso, dell’esubero, dello scarto, del rifiuto (cit. Bauman), del consumismo imperante che demistifica azioni e immagini. Nell’idea che ogni cosa subisce, nel corso della sua vita, cambiamento e trasformazione per arrivare ad una nuova configurazione volta al progresso, si fa strada la costruzione di un nuovo ordine che, nel sostituire quello esistente, produce materiale di scarto da smaltire o da riutilizzare. –

 

Serena Lugli è nata e vive a Roma, ha frequentato il Liceo Artistico e l’Accademia di Belle Arti. Lavora da sempre affiancando arte e artigianato; ha partecipato con le sue ceramiche a numerose esposizioni in Italia, Europa ed in America. Dal 2000 si dedica alla realizzazione di gioielli in argento, bronzo, oro e pietre dure. Il suo percorso artistico ha toccato varie tematiche e tecniche: dopo le prime opere e la serie dei passaggi urbani (oli su tavola) ha affrontato spesso tematiche femminili (opere su carta).

Dal 2000 ha intrapreso una ricerca informale utilizzando tecniche miste su carta (pastelli, acquarello, tempere e collage) e su tavola (acrilici, pasta di carta, tele, fili) con effetti materici. Nel 2011 con “negli appositi spazi” ha privilegiato un messaggio più diretto con immagini figurative (olio su tavola) che raccontano storie e stati d’animo, mentre nel 2012 con “opere su carta” e “mulini a vento e altre storie” ha sviluppato le sue tecniche inserendo anche elementi narrativi.

 

Serena Lugli “Comunque volare” A cura di Roberta Melasecca, in collaborazione con interno 14 next. Inaugurazione 9 ottobre ore 17.00 e fino al 16 ottobre 2019 – alla Galleria “Il Laboratorio”, via del Moro 49 Roma – Orari: dal lunedì al venerdì 17.00 – 20.30 – sabato e domenica 11.00- 20.30. Contatti: Melasecca PressOffice Tel: 349.4945612 – www.melaseccapressoffice.it

 


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