Sgomberato il centro sociale Horus a piazza Sempione

L'intervento è avvenuto all'alba del 21 ottobre con un imponente schieramento di forze di polizia
A.M. - 21 Ottobre 2008

Horus occupatoAll’alba del 21 ottobre il centro sociale Horus di piazza Sempione, occupato da un anno da una 60ina di persone, è stato sgomberato. Durante il blitz non c’era nessuno e l’operazione si è svolta senza incidenti. Gli occupanti raccontano che l’intervento sarebbe avvenuto con un imponente schieramento di forze di polizia, almeno una decina di blindati per impedire l’accesso ai locali dell’Horus. 

Il coordinamente romano della Federazione Giovanile dei Comunisti Italiani ha definito la mobilitazione delle forze dell’ordine "un esagerato commando in tenuta da guerriglia". 

"L’ennesimo atto – continua la Fgci – muscolare e reazionario della giunta Alemanno che sgombera uno dei luoghi più attivi culturalmente della nostra città sotto l’egida del Presidente del Municipio IV Bonelli, che già ha dato sfoggio della sua democraticità con la recente chiusura delle fontanelle per i rom.

Ci chiediamo sbigottiti – concludono – con quale faccia il Sindaco si dispiaccia delle quotidiane violenze razziste e fasciste che ci sono a Roma ed allo stesso tempo ordini uno sgombero politico di una struttura organizzata e fondamentale per l’aggregazione giovanile del territorio. Siamo già pronti con una richiesta esplicita che chieda lo sgombero di tutte le strutture in mano all’estrema destra di Roma, da Casa Pound a Casa Montag, alle varie Casa d’Italia cittadine, che giocano a fare occupazioni per promuovere la loro politica dichiaratamente fascista. Oggi pomeriggio saremo in piazza per dare la nostra solidarietà ai compagni del centro sociale di Piazza Sempione.”

A difesa dell’Horus Club si schiera il PRC. In IV Municipio il Circolo "Bruno Pagnozzi" dichiara:  "Con lo sgombero dell’Horus si vuole colpire, oggi in IV municipio domani in altri territori, un movimento generale di auto-organizzazione sociale che da tempo cerca di dare risposte concrete, anche attraverso una maggiore attenzione e sensibilizzazione pubblica, al dramma dei senza casa e dell’assenza di spazi di aggregazione sociale e culturale in quartieri e territori sempre più soggetti alla speculazione e al degrado.
Chiediamo alle istituzioni municipali e comunali di aprire un tavolo di confronto perché esso continui a rimanere uno spazio pubblico, luogo di discussione e di iniziativa aperto al territorio, un posto per gli artisti precari e di produzione e distribuzione di cultura indipendente".

A parlare a nome del gruppo della Sinistra della Regione Lazio è, invece, la consigliera regionale Anna Pizzo: "Chiudere un’esperienza di questo tipo -dichiara – significa infliggere un duro colpo agli spazi autogestiti che rappresentano la fonte di produzione culturale dal basso".
"Lo sgombero dell’Horus – continua la consigliera – rientra in un disegno aberrante, che punta alla desertificazione della città e degli spazi di agibilità per la cittadinanza. Il tutto, ovviamente, rientra in un’idea autoritaria di democrazia per cui ciò che è emarginazione deve essere cancellato dalla faccia di questa città". "Alemanno – conclude -vuole costruire la sua ‘Roma Capitale’".

Mentre per il Comune di Roma è la consigliera Maria Gemma Azuni della Sinistra Democratica. La consigliera si dichiara "preoccupata per le dichiarazioni del Sindaco Alemanno di voler iniziare un lungo periodo di sgomberi che – a suo avviso – contribuirebbero a gettare benzina su un infuocato clima cittadino e ad accentuare gli scontri tra gli opposti estremismi". Per la Azuni urge l’apertura di un tavolo di confronto cittadino sugli spazi autogestiti. 

Anche Peppe Mariani, presidente della commissione regionale lavoro, politiche sociali e politiche giovanili non condivide la decisione del Campidoglio: “Lo sgombero dell’Horus Occupato di Piazza Sempione – dichiara – è un segno evidente che in questa città i luoghi di aggregazione non sono tollerati. Ma la socialità tra giovani e il fermento culturale che è sempre esistito deve avere spazi e luoghi appropriati. Non possiamo tollerare che ogni qualvolta un luogo abbandonato viene socialmente rivalutato, a Roma si agita lo spettro di congiure violente”.

Intanto alcuni cittadini, comitati e associazioni del territorio, per protestare contro lo sgombero, hanno organizzato per la giornata di oggi una serie di iniziative di protesta: alle 11, un’ assemblea cittadina a piazza Sempione, alle 17 un corteo con partenza da alle 17, da via Capraia 19 al Tufello.

A difesa dell’intervento per il PDL si pronuncia il consigliere comunale Federico Rocca: "E’ un atto di giustizia che tende a ripristinare la legalità nella nostra città". Dichiara. "Non possono più esistere zone franche, nè tanto meno può essere l’estrema sinistra a dover decidere quali immobili avere e a quali condizioni. Molti esponenti del centro sinistra hanno detto che le parole di Alemanno sono una dichiarazione di guerra alla città, mi dispiace far notare a questi esponenti politici che la loro è una strana idea della città poichè far rispettare la legge è un atto a difesa e a tutela della citta e non il contrario".

"Purtroppo negli anni passati qualcuno alla guida del Campidoglio – ironizza – ha abituato male molto queste realtà, non solo gli ha permesso di impossessarsi illegalmente di spazi pubblici e privati ma molto spesso ha anche foraggiato le loro attività. C’è la necessità di un confronto serio e non di parte per quanto concerne la concessione di spazi da concedere a realtà associative che hanno chiaramente delle posizioni politiche, poichè sono convinto che nessuno possa più credere alla barzelletta che sono associazioni culturali, senza scopo di lucro, apolitiche e apartitiche. Le realtà occupate sono autogestite da gruppi e movimenti che hanno una chiara collocazione ed è giusto che la manifestini ma è bene discutere sulle modalità di concessione e di utilizzo dei locali e le occupazioni abusivi non sono una modalità prevista della legge.

Mi auguro – conclude Rocca – che questo sgombero non sia preso a pretesto da una parte politica per creare un clima di scontri e tensioni nella città, del resto è facile comprendere che fuori dal parlamento e con una scarsa rappresentanza negli enti locali, alla sinistra estrema è rimasta solo la piazza, che ben venga poichè anche questa fa parte della democrazia ma a patto che non si dia spazio alla violenza e all’illegalità".


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