

Il noto locale romano posto sotto sequestro per occupazione abusiva e violazione di norme ambientali. Indagato il gestore
Lunedì 16 marzo il Circolo degli Artisti, il noto locale per concerti ed eventi culturali che si trova in via Casilina Vecchia 42, è stato posto sotto sequestro dai vigili urbani per una serie di contestazioni di natura urbanistica e ambientale, su ordine di un decreto del gip di Roma Riccardo Amoroso a seguito della richiesta del pm Alberto Galanti. Quattro gli indagati, tra cui il gestore della struttura Romano Cruciani.
Tra le motivazioni del sequestro, occupazione abusiva del locale, trasformazione urbanistica fatta senza autorizzazione, invasione di terreni, distruzione e deturpamento di bellezze naturali, violazione delle norme ambientali e interramento illecito di rifiuti, tra cui amianto. Cruciani già lo scorso aprile era stato indagato dopo la denuncia di un ex-dipendente che lo accusava di aver ordinato l’occultamento del materiale.
Sotto la lente della procura anche i lavori di ampliamento dell’immobile “eseguiti – si legge nel decreto – senza la prescritta autorizzazione, in tal modo alterando e deteriorando un bene archeologico soggetto a speciale protezione dell’autorità, e segnatamente l’acquedotto Felice, di epoca romana”. La chiusura del locale è motivata, secondo il gip, dal pericolo che la libera disponibilità della struttura aggravi o protragga le conseguenze del reato.
Ma nel decreto si sottolinea anche l’assenza di un formale provvedimento di concessione per l’uso dell’area di proprietà del Comune di Roma, tanto da rendere illegittima la stessa occupazione del terreno protrattasi dal 1998 ad oggi senza il pagamento di alcun canone.
In serata, la direzione del Circolo ha diffuso una nota in cui, oltre ad annunciare ricorso verso una misura preventiva considerata spropositata, precisa che “i sigilli non sono collegati in alcun modo al contenzioso tra il club ed il Comune, ma sono una decisione della procura in relazione all’indagine che ci vede protagonisti da circa un anno”.
La direzione ci tiene anche a sottolineare che, “vista la mole di cose non vere o inesatte che stanno circolando da un anno almeno sia sui media che sui social network”, ha già corrisposto il 30% dei 492mila euro (comprensivi di indennità d’uso arretrate, interessi legali, ed anni che sarebbero ormai prescritti) dovuti al Comune secondo l’accordo stipulato tra le due parti. Comune che, sempre secondo la nota del Circolo, “non ha riconosciuto all’interno di questo accordo i 500mila euro di lavori effettuati a nostre spese all’interno dell’area per renderla il luogo accogliente che oggi tutti voi conoscete”.
La nota si conclude con la precisazione che “il termine morosità nel nostro caso è sbagliato, sarebbe corretto nel momento in cui avessimo deciso di non pagare deliberatamente, ma le indennità d’uso fino allo scorso anno non ci sono mai state chieste (nonostante nostre ripetute sollecitazioni a riguardo per regolare questa situazione) e non certo per nostra volontà”.
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