

Il punto del presidente di Ama Daniele Pace, audito dalla Commissione parlamentare d'inchiesta sulle Attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti
I numeri non tornano ed è possibile che circa 300 mila persone non paghino la tassa sui rifiuti perché non censiti, quindi evasori. “L’evasione della Tari si può al massimo supporre o stimare. Possiamo dire con certezza che c’è sicuramente una differenza rilevante tra i Pod, cioè i punti di accesso all’energia elettrica, e i soggetti che pagano la tari di utenze domestiche e non, ed è, tra i primi che sono 1,7 milioni a fronte di 1,4 milioni, di circa 300mila posizioni”. Lo ha detto il presidente di Ama Daniele Pace, audito dalla Commissione parlamentare d’inchiesta sulle Attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti.
Una task force anti evasori:Il Comune di Roma, dal 1 gennaio di quest’anno, ha ricordato Pace “ha spostato la lotta all’evasione da Aequaroma ad Ama, noi intanto abbiamo assunto 60 statistici per mettere a punto le banche dati. Abbiamo assunto una alta dirigente dell’Agenzia delle Entrate e stiamo assumendo persone che abbiano conoscenza dei meccanismi di repressione dell’evasione, che verranno da agenzie governative che si sono occupate di questo problema in passato”. Quanto pagano, o dovrebbero pagare, i romani per il servizio di raccolta rifiuti? Secondo l’ultimo report di Cittadinanza attiva la media nazionale è di 320 euro. Il Lazio arriva a toccare i 359, con Roma in testa alla classifica. La tari nella Capitale si aggira intorno ai 380 euro.
E sa da un lato ci sono gli evasori da stanare, per i quali il presidente Pace sta organizzando una nuova task force, dall’altro ci sono gli errori continui nell’invio delle cartelle. Lo scorso luglio ricordiamo l’assalto agli sportelli da parte di utenti infuriati per l’invio di decine di migliaia di accertamenti esecutivi a scadenza ravvicinata. In qualche caso si è addirittura arrivati a spunti e spintoni. C’era anche chi lamentava il continuo invio a familiari defunti, o pagamenti regolarizzati ma mai registrati.
Onde evitare che episodi del genere si ripetano, e per mettere finalmente mano alla banca dati e scongiurare l’invio di bollette pazze, Ama ha assunto 60 addetti dedicati. Un lavoro di “bonifica” dei dati e un confronto delle informazioni sui contribuenti con quelle in possesso di altri enti (Agenzia delle Entrate, Aequaroma o l’Anagrafe capitolina) per riordinare il tutto.
Le foto presenti su abitarearoma.it sono state in parte prese da Internet, e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, non avranno che da segnalarlo alla redazione che le rimuoverà.