

L'associazione Rialtoccupato: "le attività culturali non si fermano"
1-2- Il RialtoSantAmbrogio di giorno e di notte. Foto di Federico Ridolfi
Venerdì 20 marzo, intorno alle 23, il centro culturale Rialto S. Ambrogio, situato all’interno del Ghetto ebraico, è stato sgomberato e posto sotto sequestro dalla Polizia. Un operazione che le forze dell’ordine hanno ritenuto rientrante nell’ambito degli interventi notturni su piazza Campo dei Fiori, piazza Navona, e dintorni. Dai controlli effettuati alcuni spazi sarebbero stati privi della necessaria licenza; per questo i locali destinati alla somministrazione di alimenti e bevande sarebbero stati sottoposti a sequestro amministrativo.
Sulla questione si esprimono Maurizio Bartolucci e Francesco Siciliano, responsabili della Cultura del partito democratico di Roma e del Lazio. "Condanniamo la chiusura del centro sociale Rialto Sant’ Ambrogio – dichiarano – con l’apposizione dei sigilli all’attività commerciale, condotta con un dispiegamento di uomini e mezzi tale da sembrare una provocazione. "Il clima che si respira a Roma – proseguono – è decisamente pesante ed involuto: si mettono i sigilli e si reprime il libero pensiero. A pochi giorni dai fatti avvenuti all’universita’, la chiusura del centro sociale Rialto Sant’Ambrogio rappresenta l’ennesimo segnale preoccupante". "Il problema degli spazi da destinare all’attività creativa ed artistica – concludono – dovrebbe diventare centrale nel dibattito cittadino per non assistere ad un decadimento di tutte quelle attivita’ che negli ultimi anni hanno contraddistinto la nostra citta’ nella sua crescita culturale".
L’Associazione Rialtoccupato ricorda che allo spazio vengono apposti i sigilli per la seconda volta, dopo il tentativo di chiusura degli spazi avvenuto nel febbraio 2008, quello su ordinanza del Questore poi revocato per ordine del Prefetto.
“Intanto – fanno sapere dal centro culturale- la segreteria del sindaco Alemanno ha convocato per giovedì 26 marzo alle ore 15:00 un incontro in Campidoglio fra l’associazione Rialtoccupato e l’Amministrazione Comunale nelle figure di Antonio Lucarelli, Capo staff del sindaco Alemanno, Umberto Croppi assessore alla Cultura, Alfredo Antoniozzi assessore al Patrimonio per fare chiarezza sulla situazione odierna e la prospettiva futura delle attività culturali del Rialto”.
L’associazione a seconda della convalida o meno da parte del Pubblico Ministero del sequestro preventivo e probatorio attuato dalla Questura di Roma assicura che presenterà ricorso al Tribunale del riesame in merito alla legittimità dell’atto.
Ma le attività culturali non si fermano. L’associazione Rialtoccupato, anche in seguito alle numerose manifestazioni di solidarietà e di sostegno da parte di cittadini, operatori culturali, intellettuali ed esponenti politici, ha deciso di confermare gran parte della programmazione in corso utilizzando gli spazi liberi da sequestro, e annuncia la volontà di ribadire “attraverso una grande manifestazione politico-culturale pubblica , che la cultura non potrà essere mai considerato un problema amministrativo o di ordine pubblico”. L’iniziativa si terrà venerdì 27 e sabato 28 marzo presso gli spazi dell’associazione in via di S. Ambrogio 4.
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