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Sovraffollamento carceri, Catarci: «Serve inversione di rotta»

Lo dichiara in una nota Il responsabile Ufficio Giubileo e Partecipazione di Roma Capitale

«In occasione della presentazione del rapporto annuale la Garante dei diritti delle persone private della libertà personale di Roma Capitale, Valentina Calderone, ha descritto i problemi e quantificato con numeri impressionanti la drammatica situazione degli istituti di pena di Roma. A lei va un ringraziamento per il lavoro svolto, condividendo la profonda preoccupazione per il quadro emerso.
 
La situazione delle carceri romane – dal minorile di Casal del Marmo a Rebibbia e Regina Coeli – è tanto terribile quanto intollerabile: sovraffollamento cronico, condizioni sanitarie precarie, mancanza di accesso a misure alternative, carenze strutturali e un’evidente assenza di una prospettiva rieducativa.
 
Nelle carceri italiane in generale si continua a rinchiudere il più alto numero possibile di persone, in nome di una logica repressiva che si autoalimenta e produce quotidianamente una ferita allo stato di diritto. Senza garanzie sanitarie, senza contatti con l’esterno, senza strumenti per il reinserimento, non si costruisce sicurezza ma si riproduce esclusione.
 
È ora di dire basta a politiche penali miopi e punitive che criminalizzano la marginalità, il disagio, la povertà, le culture giovanili e le migrazioni, finendola con le norme “crea-detenuti” – come i decreti sicurezza, rave, Caivano, la Bossi-Fini e la Fini-Giovanardi – per scegliere prassi opposte, puntando su percorsi esterni, pene alternative, formazione, misure di reinserimento socio-lavorativo.
 
Occorre subito una larga amnistia per i reati minori e le pene residue, la decarcerizzazione delle fragilità, un rafforzamento dell’esecuzione penale esterna e della messa alla prova per i minori, perché sbarre e isolamento non possono e non devono essere l’unica risposta e anzi dovrebbe essere extrema ratio.
 
Roma Capitale, anche con il programma #RomaUnisce2025, intende contribuire a una giustizia che includa, non che abbandoni».

Lo dichiara in una nota Andrea Catarci, Responsabile Ufficio Giubileo delle Persone e Partecipazione di Roma Capitale.

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