

A bussare alla sua porta, nel tardo pomeriggio di mercoledì, sono stati gli agenti della squadra mobile di Roma
È scattata la prima svolta nell’indagine sulla notte di piombo all’Eur. La vendetta esplosa a colpi d’arma da fuoco davanti al locale Fiesta, tra il 23 e il 24 luglio, ha portato gli investigatori sulle tracce di un uomo di 34 anni, originario di Ostia Antica. È lui il primo fermato, ma non è ancora l’uomo armato.
A bussare alla sua porta, nel tardo pomeriggio di mercoledì, sono stati gli agenti della squadra mobile di Roma, in collaborazione con il distretto Esposizione. L’hanno prelevato dalla sua abitazione e condotto in commissariato. Per lui è scattato un fermo con l’accusa di concorso in tentato omicidio.
A incastrarlo sarebbero state le immagini delle telecamere di videosorveglianza, che hanno ripreso la targa dell’auto usata per la fuga dopo la sparatoria. La vettura, secondo quanto riferito da fonti investigative, risulta intestata proprio al 34enne fermato. Ma è l’identità del vero sparatore quella che ancora sfugge agli inquirenti.
Secondo i testimoni, a scendere dall’auto quella notte è stato un altro uomo, descritto come un trentacinquenne tatuato, che prima di aprire il fuoco avrebbe urlato di essere “di Ostia”. Una frase pronunciata quasi come un marchio, a sottolineare l’appartenenza e forse un motivo di vendetta. Poi il gesto estremo: un colpo sparato ad altezza uomo, che ha centrato alla spalla uno dei buttafuori del locale. L’uomo è stato soccorso d’urgenza ma, fortunatamente, non è in pericolo di vita.
I fatti sono avvenuti intorno alle 3 del mattino, ma il clima di tensione si era già acceso all’interno del Fiesta, dove sarebbe scoppiato un diverbio degenerato rapidamente in rissa. I buttafuori, nel tentativo di riportare l’ordine, hanno allontanato una comitiva, probabilmente composta da giovani di Ostia. Umiliati, due di loro hanno deciso di tornare, stavolta armati di una rabbia che ha trovato sfogo in uno sparo.
Né nell’auto né nell’abitazione del fermato è stata trovata l’arma del delitto – un revolver, secondo le prime ricostruzioni. Gli investigatori proseguono dunque la caccia al secondo uomo, quello che ha materialmente premuto il grilletto.
Nel frattempo, la polizia ha aperto anche una indagine amministrativa sul locale Fiesta, già finito sotto la lente di ingrandimento lo scorso mese. Era stato chiuso temporaneamente per una serie di rapine e un’aggressione con coltello. Adesso il rischio di una nuova sospensione si fa concreto, in base all’articolo 100 del Tulps.
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