Stadio della Roma a Pietralata, via libera dell’Assemblea Capitolina: avanti con l’iter

Confermato il pubblico interesse del progetto con 39 voti favorevoli, 5 astenuti, e nessun contrario

Il nuovo stadio della Roma a Pietralata compie un passo decisivo. Nell’Aula Giulio Cesare arriva infatti il via libera dell’Assemblea Capitolina, che oggi venerdì 13 marzo, ha approvato la delibera con 39 voti favorevoli , 5 astenuti, e nessun contrario, un risultato che fotografa un consenso politico quasi unanime attorno a uno dei progetti più ambiziosi degli ultimi anni per la Capitale.

Non è soltanto un passaggio tecnico. Il voto rappresenta, simbolicamente, il fischio d’inizio della fase operativa.

Il Campidoglio ha infatti certificato che la mole imponente di documentazione presentata dalla società giallorossa – oltre 550 elaborati progettuali – rispetta le linee e gli impegni illustrati nel 2023.

Con questo atto il Comune chiude la propria fase istruttoria e passa il testimone agli enti chiamati a esprimere le verifiche finali.

Il progetto, promosso dalla AS Roma, prevede un investimento interamente privato di circa un miliardo di euro e punta a trasformare l’area di Pietralata in un nuovo polo sportivo e urbano, destinato a cambiare il volto di uno dei quadranti più strategici della città.

immagine di repertorio

I cantieri non partono subito

L’entusiasmo del voto non significa però che i lavori possano iniziare nell’immediato. Come accade per ogni grande opera a Roma, l’iter amministrativo deve attraversare ancora diversi passaggi tecnici.

Il primo riguarda i sondaggi archeologici preventivi. Nel sottosuolo della Capitale ogni scavo può nascondere tracce della storia millenaria della città e l’area di Pietralata non fa eccezione: prima di qualsiasi intervento sarà necessario verificare la presenza di eventuali reperti.

Successivamente il progetto approderà alla Conferenza dei Servizi decisoria, dove tutti gli enti coinvolti – dalla Regione alla Prefettura, fino ai Vigili del Fuoco – dovranno esprimere i propri pareri tecnici.

Solo dopo arriverà il passaggio finale: il Provvedimento Autorizzatorio Unico Regionale (PAUR), il documento che darà il via libera definitivo alla realizzazione dell’opera e permetterà di avviare i cantieri.

Un sì trasversale in Aula

Il progetto dello stadio ha trovato un sostegno ampio tra le forze politiche, che pur partendo da posizioni diverse hanno individuato nell’opera un possibile volano per lo sviluppo della città.

Per Italia Viva il punto centrale è l’impatto economico: un investimento privato da un miliardo di euro e la prospettiva di circa 2.500 nuovi posti di lavoro, oltre alla possibilità di rendere Roma più competitiva nell’ospitare grandi eventi sportivi internazionali come Euro 2032.

Noi Moderati ha invece posto l’accento sulla viabilità e sull’accessibilità ai servizi essenziali, chiedendo garanzie precise per l’ospedale Sandro Pertini, che dovrà restare facilmente raggiungibile anche nei giorni di partita.

La Lega ha sostenuto il progetto sottolineando però la necessità di mantenere alta l’attenzione sul tema della mobilità nel quadrante della Tiburtina, affinché l’impianto non provochi congestionamenti permanenti nel traffico.

Da parte di Azione, infine, è arrivato un giudizio positivo soprattutto sul piano della sostenibilità ambientale e degli standard infrastrutturali, ritenuti un passo in avanti verso una Roma più moderna e capace di realizzare grandi opere.

Un progetto che guarda al futuro

Il voto dell’Assemblea Capitolina non chiude dunque il percorso, ma segna un momento chiave nella lunga storia del nuovo stadio giallorosso. Dopo anni di progetti, rinvii e dibattiti, l’iter entra ora nella fase più concreta.

Il traguardo finale – la posa della prima pietra – non è ancora dietro l’angolo, ma il segnale politico è chiaro: la città ha deciso di andare avanti.

E a Pietralata, dove oggi ci sono ancora carte e verifiche tecniche, comincia lentamente a prendere forma l’idea di quello che potrebbe diventare uno dei nuovi simboli della Roma del futuro.


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