

L’indice dei prezzi al consumo registra infatti un aumento del 3,4% rispetto allo stesso mese dello scorso anno
Roma fa i conti con una nuova impennata del costo della vita. I dati diffusi dall’Ufficio di statistica di Roma Capitale fotografano un’accelerazione dell’inflazione che continua a pesare sui bilanci delle famiglie, spingendo la città ai vertici nazionali del caro prezzi.
Ad aprile 2026 l’indice dei prezzi al consumo registra infatti un aumento del 3,4% rispetto allo stesso mese dello scorso anno.
Un rialzo significativo che conferma la pressione inflattiva già emersa nei mesi precedenti e che, secondo gli analisti, continua a essere alimentata dalle tensioni internazionali e dall’aumento dei costi energetici.
Il dato appare ancora più evidente osservando l’andamento mensile: rispetto a marzo, i prezzi nella Capitale sono cresciuti dell’1,4% in appena trenta giorni, segnale di una fiammata che ha colpito soprattutto i settori legati al turismo, alla mobilità e ai consumi quotidiani.
A trainare i rincari nel mese di aprile sono stati in particolare alberghi, ristoranti e strutture ricettive, con aumenti che hanno sfiorato il 3% nel giro di poche settimane.
Un incremento legato anche all’effetto combinato delle festività pasquali, dei ponti primaverili e del forte afflusso turistico registrato in città.
In crescita anche il comparto dei trasporti, salito del 2,6% rispetto al mese precedente, complice l’aumento della domanda di spostamenti e il rialzo dei costi collegati all’energia.
Continua inoltre la corsa dei beni alimentari: il settore di cibi e bevande fa segnare un incremento dell’1% su base mensile, aggravando ulteriormente la pressione sulle spese quotidiane delle famiglie.
Ma è nel confronto annuale che emerge il quadro più pesante. La voce che cresce maggiormente resta quella legata all’abitazione e ai consumi energetici.
Affitti, bollette di luce e gas, acqua e spese per la casa segnano un aumento medio del 6,3% rispetto ad aprile 2025, confermandosi il principale motore dell’inflazione romana.
Forti rincari anche per i servizi finanziari e assicurativi, che registrano un +5,3%, mentre assistenza alla persona e servizi vari crescono del 4,4%.
Il comparto della ristorazione e dell’accoglienza continua a viaggiare su livelli elevati con un aumento del 4%, seguito dai prodotti alimentari e dalle bevande analcoliche, saliti del 3,9% in un anno.
Anche la mobilità resta sotto pressione: trasporti pubblici, carburanti e costi legati agli spostamenti segnano un incremento medio del 3,5%, mentre arredamento e manutenzione della casa crescono del 3%.
Più contenuti, invece, gli aumenti nei settori dell’istruzione e della sanità, che si fermano rispettivamente all’1,9% e all’1%.
L’unica voce in controtendenza riguarda informazione e comunicazione, che registra un calo del 2,2%, trainato soprattutto dalla riduzione dei prezzi di alcuni servizi digitali e tecnologici.
Il quadro complessivo restituisce comunque una città dove il costo della vita continua a salire più rapidamente dei redditi, comprimendo il potere d’acquisto delle famiglie e incidendo in modo sempre più evidente sulle spese quotidiane.
E mentre il turismo continua a spingere l’economia romana, per molti cittadini il conto del caro vita diventa ogni mese più difficile da sostenere.
Le foto presenti su abitarearoma.it sono state in parte prese da Internet, e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, non avranno che da segnalarlo alla redazione che le rimuoverà.