

Rintracciato dai Carabinieri, ora rischia il processo per vilipendio alla religione
Un gesto sprezzante, consumato nel silenzio della piccola cappella che ogni giorno accoglie pendolari e fedeli tra i binari della Stazione Termini.
Dopo giorni di indagini, i Carabinieri del Nucleo Scalo Termini hanno dato un volto e un nome all’autore dell’atto sacrilego che aveva sollevato profondo sdegno: si tratta di un uomo di 66 anni, di origini tedesche.
A incastrare l’uomo sono state le immagini “occhio elettronico” dello scalo ferroviario. Gli investigatori dell’Arma hanno setacciato ore di filmati della videosorveglianza, incrociando i fotogrammi con diverse testimonianze raccolte sul posto.
La ricostruzione dei militari non ha lasciato dubbi: il 66enne è entrato nel luogo di culto puntando dritto verso l’acquasantiera, utilizzandola per urinare prima di allontanarsi come se nulla fosse.
Individuato e rintracciato nel cuore di Roma, l’uomo è stato identificato e sottoposto alle procedure di rito per l’elezione di domicilio legale. Sul suo conto è stata inviata una dettagliata informativa alla Procura della Repubblica di Roma.
L’ipotesi di reato contestata è pesante: offese a una confessione religiosa mediante vilipendio o danneggiamento di cose.
L’episodio, che ha ferito la sensibilità della comunità cattolica e degli utenti della stazione, passa ora nelle mani dei magistrati.
Per l’uomo si profila un iter giudiziario volto a sanzionare quello che è stato definito un grave oltraggio a un simbolo sacro e alla libertà di culto.
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