

La vittima riesce a dare l'allarme e un passante recupera lo zaino dell'aggressore. Il giovane, un cuoco egiziano, è stato rintracciato nel bar dello scalo
Era una mattina come tante, poco prima delle 11 di sabato, quando una donna romana di 32 anni si è ritrovata improvvisamente faccia a faccia con l’incubo.
Stava attraversando il sottopasso ferroviario tra via Tuscolana e via dei Lugli quando uno sconosciuto l’ha avvicinata e, senza dire una parola, l’ha palpeggiata con violenza.
Un gesto rapido, brutale, consumato in pochi secondi. Ma la reazione della donna è stata immediata: ha iniziato a urlare, attirando l’attenzione dei passanti. Quelle grida hanno spezzato l’aggressione e costretto l’uomo alla fuga.
Nella corsa precipitosa per allontanarsi, però, l’aggressore ha commesso un errore decisivo: ha perso lo zaino. Un cittadino, intervenuto nel tentativo di inseguirlo, ha recuperato la sacca pensando appartenesse alla vittima.
All’interno, invece, c’erano documenti ed effetti personali che hanno permesso agli agenti di risalire rapidamente all’identità del sospettato.
Si tratta di un 23enne di origine egiziana, incensurato, che lavora come cuoco in un kebab della zona.
Grazie alla descrizione fornita dalla vittima e agli elementi raccolti, la polizia ha immediatamente avviato le ricerche nell’area della stazione Tuscolana.
Il giovane è stato individuato poco dopo all’interno del bar dello scalo ferroviario, dove avrebbe tentato di confondersi tra i viaggiatori.
Gli agenti lo hanno bloccato e condotto in commissariato. Per lui è scattato l’arresto con l’accusa di violenza sessuale.
La 32enne è stata accompagnata all’ospedale Vannini, dove è stato attivato il Codice Rosa, il percorso sanitario dedicato alle vittime di violenza.
Oltre agli accertamenti medici, la donna ha ricevuto supporto psicologico immediato per affrontare il trauma subito.
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